Mostra sommario Nascondi sommario
- Date, slittamenti e cosa cambia dopo il rinvio di Artemis II
- Che cosa è successo al secondo stadio del Falcon 9
- Implicazioni per la sicurezza e l’indagine FAA
- Crew-12 e la scelta di partire dallo SLC-40 a Cape Canaveral
- Nuove infrastrutture e zona di atterraggio LZ-40
- Cosa osservare nelle prossime settimane
La finestra di lancio per Crew-12 rimane aperta, ma l’esito di un’anomalia al secondo stadio del Falcon 9 tiene ancora in sospeso la partenza fissata per l’11 febbraio. Con il rinvio di Artemis II a marzo, la NASA e SpaceX hanno spazio per procedere, ma le verifiche della FAA e i controlli interni saranno decisivi.
Date, slittamenti e cosa cambia dopo il rinvio di Artemis II
Lo spostamento di Artemis II ha liberato il calendario. Questo permette a SpaceX di puntare alla data prevista per Crew-12: l’11 febbraio alle 12:00 ora italiana. Se Artemis II non fosse stato posticipato, Crew-12 avrebbe dovuto attendere il ritorno dalla Luna. Ora la sequenza è più semplice ma non priva di rischi.
Galaxy H1: in arrivo le cuffie over-ear di Samsung
Lenovo a IFA 2026: due notebook super sottili, uno con display OLED espandibile
Gli stakeholder coinvolti seguiranno tre elementi principali:
- esiti delle analisi sulla recente anomalia al secondo stadio;
- autorizzazioni della FAA per procedere con i voli umani;
- verifiche finali sui sistemi di volo e le procedure di terra.
La decisione finale sulla partenza dipenderà dall’esito di questi controlli.
Che cosa è successo al secondo stadio del Falcon 9
Durante il lancio del 2 febbraio, il secondo stadio ha rilasciato regolarmente i satelliti Starlink. Subito dopo, però, non è riuscito ad avviare il motore Merlin per eseguire il rientro controllato. Il comportamento ricorda un episodio simile avvenuto esattamente un anno prima.
Nonostante il fallimento dell’avvio del motore, il secondo stadio ha completato le procedure di passivazione.
- La passivazione serve a rendere il veicolo inerte.
- Include il rilascio controllato del propellente residuo.
- Riduce il rischio di esplosioni e frammentazioni in orbita.
Secondo i dati della Space Force, il secondo stadio è stato tracciato su un’orbita di circa 110 × 241 km con inclinazione 97,3°. Essendo a quota relativamente bassa, la porzione di stadio non è rimasta a lungo in orbita. Gli esperti indicano che la deorbitazione è avvenuta tra le 02:30 e le 04:30 del 3 febbraio.
Implicazioni per la sicurezza e l’indagine FAA
Nel 2024 la FAA aprì indagini in due casi distinti che portarono a sospensioni dei lanci. Stavolta, se l’anomalia dovesse risultare analoga a episodi considerati meno gravi, la FAA potrebbe decidere di non avviare un’indagine formale. Questo permetterebbe a SpaceX di proseguire con la pianificazione dei lanci.
Occorre però sottolineare che ogni decisione sarà basata su dati tecnici dettagliati. Le autorità e SpaceX esamineranno:
- telemetria del secondo stadio;
- performance del motore Merlin;
- procedure di passivazione e sequenze post-separazione.
La priorità rimane la sicurezza degli astronauti e delle operazioni orbitale. Fino a quando le analisi non saranno concluse, la partenza potrà essere confermata o rimandata.
Crew-12 e la scelta di partire dallo SLC-40 a Cape Canaveral
Per la seconda volta, la missione con equipaggio partirà dallo Space Launch Complex 40. SpaceX ha scelto di distribuire i lanci su più rampe per gestire al meglio il calendario fitto. Questo riduce la dipendenza da una singola infrastruttura operativa.
I vantaggi della soluzione SLC-40 sono diversi:
- maggiore flessibilità operativa per le Dragon;
- possibilità di mantenere attive le modifiche al pad 39A per il Falcon Heavy;
- minore interferenza con i cantieri di Starship.
La decisione di utilizzare SLC-40 nasce anche dall’esigenza di non rallentare i lavori di adattamento della rampa 39A, necessaria per le future partenze del Falcon Heavy. Inoltre, SpaceX cerca di preservare i cantieri della Starship da frequenti interruzioni causate dai lanci dei Falcon 9.
Nuove infrastrutture e zona di atterraggio LZ-40
Con Crew-12, SpaceX potrebbe impiegare per la prima volta la Landing Zone costruita all’interno del complesso 40, nota come LZ-40. L’azienda ha dovuto rinunciare alle vecchie LZ-1 e LZ-2 l’anno precedente, dopo che il complesso 13 è stato riassegnato.
La presenza di una zona di atterraggio locale offre vantaggi logistici:
- riduce i tempi di ricupero del primo stadio;
- semplifica le operazioni di sicurezza e squadra a terra;
- ottimizza il flusso di lancio per slot ravvicinati.
Negli ultimi anni, SpaceX ha inoltre implementato due infrastrutture distinte per le capsule Dragon. Questo approccio permette di mantenere alta la frequenza dei lanci anche in caso di problemi a una delle rampe.
Cosa osservare nelle prossime settimane
Prima del decollo di Crew-12 sono previste altre missioni Starlink. Questi voli rappresentano opportunità per dimostrare la resilienza del Falcon 9 e per monitorare eventuali ricorrenze dell’anomalia al secondo stadio.
Gli indicatori chiave da seguire sono:
- risultati delle analisi post-lancio della FAA;
- conferme da parte di SpaceX su correzioni o aggiornamenti tecnici;
- andamento delle missioni Starlink immediate.
Una serie pulita di lanci permetterebbe di convincere regolatori e partner che il problema è stato identificato e contenuto. In caso contrario, la pianificazione di Crew-12 rischierebbe di subire ulteriori ritardi.












