SLS: secondo test WDR completato, siamo pronti per Artemis II?

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Al Kennedy Space Center il 20 febbraio 2026 si è svolto con esito positivo il secondo Wet Dress Rehearsal dello Space Launch System, una prova completa di rifornimento e conto alla rovescia in vista di Artemis II. Il test ha riprodotto le operazioni di un giorno di lancio, ha coinvolto team a terra e centri di controllo NASA e ora lascia la parola ai tecnici per l’analisi dei dati.

Che cosa è successo durante il secondo WDR

Il secondo Wet Dress Rehearsal è iniziato con l’avvio del conto alla rovescia il 17 febbraio alle 18:50 locali. La sequenza è durata quasi 50 ore. Sono state simulate tutte le fasi operative del giorno di lancio.

Tra le attività eseguite:

  • raffreddamento delle tubazioni;
  • caricamento dei propellenti criogenici nei serbatoi del core stage e dell’ICPS;
  • verifiche sui sistemi di bordo di Orion e sulle batterie;
  • prove di chiusura dei portelloni e del sistema di aborto, senza astronauti a bordo;
  • ripetute simulazioni degli ultimi minuti del conto alla rovescia.

Il rifornimento del core stage si è completato in serata senza fughe di idrogeno oltre i limiti di sicurezza. Questa assenza di perdite è il risultato più rilevante rispetto al primo tentativo di febbraio.

Perché è stato necessario un altro Wet Dress Rehearsal

La NASA aveva interrotto il primo test l’1-3 febbraio a causa di una perdita di idrogeno vicino alla base del razzo. Quella anomalia aveva mostrato valori superiori alle attese.

Per questo motivo l’Agenzia ha scelto di fermarsi e approfondire le cause. La decisione è stata dettata dalla prudenza. Una perdita simile non è accettabile in una prova che precede una missione con equipaggio.

Interventi tecnici e controlli aggiuntivi

  • Sostituzione di due guarnizioni nelle linee di caricamento del core stage.
  • Inserimento di due pause extra da 30 minuti nel conto alla rovescia.
  • Test parziali di rifornimento per controllare il comportamento delle riparazioni.
  • Verifiche sull’attrezzatura di terra dopo aver rilevato un problema nel flusso di idrogeno.

Questi interventi hanno consentito di ridurre il rischio di ripetere le criticità del primo WDR. In più sono state raccolte nuove informazioni utili per la revisione tecnica post-test.

La cronologia operativa e le fasi critiche

Dopo l’avvio del conto alla rovescia, i team hanno portato progressivamente in configurazione il core stage, l’ICPS e la capsula Orion. Le operazioni principali si sono susseguite con ritmo serrato.

La sequenza includeva:

  1. attivazione dei sistemi di bordo e carica batterie;
  2. preparazione delle linee LOX e LH2;
  3. fase di slow fill seguita da fast fill dei serbatoi;
  4. simulazione delle procedure di abort e chiusura dei portelloni;
  5. interruzioni controllate del test a T-33 e a T-29 secondi.

Il WDR è stato fermato intenzionalmente prima del decollo, come previsto. A un certo punto sono emersi valori anomali di tensione nell’avionica dei booster a combustibile solido. I tecnici li hanno risolti rapidamente.

Al termine della sequenza, la NASA ha dichiarato ufficialmente concluso il secondo WDR sul SLS alle prime ore del 20 febbraio.

Risultati tecnici e informazioni raccolte

I dati ottenuti coprono sia il veicolo sia le infrastrutture a terra. Le letture mostrano che il caricamento dei propellenti è avvenuto senza sforamenti di sicurezza.

Tra le evidenze più importanti:

  • assenza di perdite critiche di idrogeno durante il pieno del core stage;
  • conferma della robustezza delle guarnizioni sostituite;
  • validazione delle pause extra nel conto alla rovescia per analisi approfondite;
  • identificazione e correzione rapida di un disturbo elettrico nei booster.

Queste informazioni alimenteranno la review tecnica che determinerà la fattibilità della finestra di lancio di marzo.

I prossimi passi verso Artemis II

La NASA ha convocato una conferenza stampa per il 20 febbraio alle 17:00 in Italia. In quell’occasione illustrerà i risultati preliminari e i prossimi passi.

Gli astronauti di Artemis II entreranno in quarantena a partire dal 20 febbraio. Il protocollo prevede 14 giorni di isolamento sanitario. Così saranno pronti se verrà confermata la prima finestra utile.

La data indicata come prima opportunità è il 6 marzo negli USA, il 7 marzo in Italia. Tuttavia la decisione finale dipenderà dalla revisione tecnica post-test.

Se la finestra di inizio marzo venisse confermata, il lancio potrebbe avvenire nelle prime settimane del mese. Questo permetterebbe il ritorno di un equipaggio umano in missione lunare dopo decenni.

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