Protezione termica Space Rider qualificata: pronta per il rientro

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Il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA) ha reso noto il 23 febbraio 2026 che il rivestimento termico dello Space Rider ha superato con successo una serie di prove dinamiche. La notizia rafforza il ruolo dell’Italia nello sviluppo dello spazioplano europeo e accende l’attenzione sulle tecnologie che proteggono i veicoli spaziali durante il rientro atmosferico.

Cos’ha annunciato il CIRA e perché conta per Space Rider

Il CIRA ha dichiarato che il sistema di protezione termica, noto come TPS, ha superato la campagna di test dinamici. Questo risultato riguarda la parte inferiore del veicolo, soggetta ai carichi più intensi durante il rientro.

L’annuncio conferma che il progetto italiano ha raggiunto una tappa chiave nella qualificazione dei componenti. Per Space Rider è un passaggio essenziale verso il volo operativo previsto per il 2028.

Composizione del rivestimento: materiali e prestazioni termiche

Il rivestimento si basa su pannelli in Ceramic Matrix Composite (CMC). Questo materiale combina resistenza meccanica e capacità di tollerare temperature molto elevate.

  • Pannelli: 21 elementi CMC che coprono la superficie inferiore.
  • Isolamento: strati sottostanti progettati per temperature fino a 1600 °C.
  • Funzione: limitare il trasferimento di calore verso la struttura interna.

Il progetto tiene conto sia del carico termico del rientro sia delle sollecitazioni meccaniche del lancio.

Test dinamici a Milano: metodi e risultati

La campagna di prove si è svolta presso i laboratori di Centrotecnica Srl, a Milano. Un sistema shaker da 200 kN ha simulato le vibrazioni e le sollecitazioni della fase di ascesa.

Configurazione dei provini e procedure

  • Provino: quattro shingles assemblate, oltre un metro per lato.
  • Carico applicato: massimo previsto per l’insieme.
  • Over-test: due delle quattro shingles hanno ricevuto sollecitazioni superiori ai valori nominali.

Esito delle prove

Il TPS ha resistito alle sollecitazioni senza danni significativi. I componenti hanno mantenuto integrità meccanica e collegamenti funzionali.

La campagna ha dimostrato che il sistema affronta sia il calore del rientro sia le vibrazioni del lancio.

Team e responsabilità tecnica

Il programma è guidato da un team del CIRA coordinato dall’ingegnera Barbara Tiseo. Il gruppo ha seguito progettazione, produzione e qualificazione dei pannelli.

  • Progettazione e qualificazione: CIRA.
  • Prove meccaniche: Centrotecnica Srl (Milano).
  • Materiale principale: CMC per le shingles esterne.

Riutilizzabilità: manutenzione e limiti d’impiego

Il rivestimento è stato concepito per la riutilizzabilità del veicolo. Può essere smontato e reinstallato fino a sei missioni. Questo facilita operazioni di manutenzione e riduce i costi per ogni volo successivo.

  • Sostituzione modulare delle shingles.
  • Ispezioni post-rientro semplificate.
  • Obiettivo: massimizzare la vita utile del veicolo orbitale.

Impatto sui piani di volo e prossime fasi di test

Con questi risultati, il sistema termico avanza nella roadmap di certificazione. Le prove dinamiche erano una delle verifiche richieste prima delle fasi successive.

I prossimi step includeranno ulteriori test ambientali e prove integrate con altri sottosistemi, in vista del primo volo operativo nel 2028.

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