Ship 39, prima V3 di Starship: cosa cambia e i progressi

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La fase di collaudo di Starship accelera: gli ingegneri di SpaceX stanno completando una serie di prove critiche sui nuovi prototipi e sulle infrastrutture di Starbase. Tra movimenti in cantiere, test di pressurizzazione e l’installazione dei motori di nuova generazione, ogni passaggio avvicina il sistema a voli più complessi.

Ship 39: nuova veste e primi test a Massey

Il 26 febbraio la Ship 39 è stata trasferita dalla Mega Bay al sito di Massey. Per la prima volta il prototipo V3 è stato osservato completamente assemblato fuori dall’hangar.

Design esterno e punti di attracco

La caratteristica più visibile sono due connettori cilindrici nella parte alta della fusoliera. Serviranno per il docking fra Starship, anche se Ship 39 monta per ora solo due elementi. Nei render di SpaceX erano mostrati quattro punti di aggancio.

Queste appendici sono in fase sperimentale. Gli ingegneri verificheranno aerodinamica e comportamento durante il rientro. È probabile che il docking operativo arrivi dopo diversi voli di prova.

Riparazioni e nuove attrezzature sul sito

Il ritorno a Massey segue i lavori post-incidente causato dall’esplosione della Ship 36. Il danno aveva reso necessarie riparazioni estese dell’infrastruttura.

Durante gli interventi è stata innalzata una struttura di supporto quasi quanto la Starship. Questa torre aiuta nei test dinamici delle superfici mobili e nel controllo degli attuatori.

Pressurizzazione, nitrogeno liquido e prossimi passi

Il primo test di pressurizzazione della Ship 39 si è svolto il 1° marzo. I tecnici hanno usato azoto liquido per verificare l’integrità dei serbatoi e le procedure a terra.

Le prove successive hanno confermato la funzionalità delle infrastrutture di supporto. Al termine del ciclo di test, Ship 39 tornerà in officina per l’installazione dei motori.

Installazione dei motori e static fire

Il programma prevede di montare sei motori Raptor 3 sulla Starship V3. Successivamente il prototipo tornerà al sito di prova per eseguire gli static fire.

Essendo la prima Starship V3 con sei Raptor 3 accesi insieme, è lecito aspettarsi imprevisti tecnici. L’operazione richiederà giorni, forse settimane.

Booster 19 e l’avanzamento del Super Heavy

A inizio febbraio il Booster 19 ha completato una serie di test di pressurizzazione con azoto liquido. Tra il 3 e l’8 febbraio sono state eseguite quattro prove differenti.

Il successo di queste verifiche è stato un passo importante: il 9 febbraio il booster è rientrato in officina per l’installazione dei 33 Raptor 3.

Nei prossimi giorni i tecnici dovrebbero concludere il montaggio dei motori. A seguire il Booster 19 potrebbe essere trasferito al Pad 2 per il primo static fire.

Pad 2, water deluge e preparazione alle accensioni

Il nuovo Pad 2 a Starbase sta completando i test dei sistemi chiave per l’operatività con Super Heavy e Starship.

  • È stato attivato il water deluge system alla massima potenza per validare la protezione termica e acustica.
  • Le tubazioni sono disposte sia alla base sia sulla sommità della rampa, per schermare meglio vibrazioni e calore.
  • Sono stati testati anche i Quick Disconnect Arm per il rifornimento del booster.

Con questi collaudi il trasferimento del Booster 19 al Pad 2 per un primo static fire sembra sempre più vicino.

Modifiche strutturali della Ship 39 e dettagli tecnici

Oltre ai connettori di docking, Ship 39 presenta molte modifiche interne e superficiali.

Scudo termico e piastrelle

Lo scudo termico mostra piastrelle rastremate sui bordi laterali. Questo elimina molte asperità viste nei prototipi precedenti.

Le piastrelle mancanti sono quasi assenti, salvo due su una delle ali superiori. Potrebbe essere un segnale che la soluzione termica è prossima a una fase più definitiva.

Sensori, telecamere e ali

Sul cono di prua non compaiono più le due protuberanze nere che ospitavano telecamere rivolte alle ali superiori. In diretta potremmo perdere quell’inquadratura.

Le cerniere delle ali inferiori mostrano ora tubazioni estese e complesse. Non è chiaro il loro scopo, ma potrebbero servire a un sistema di raffreddamento o controllo.

Strategia lunare e la corsa per il primo allunaggio

Negli ultimi mesi SpaceX ha spostato l’attenzione anche verso la Luna. Elon Musk ha indicato opportunità crescenti nell’orbita lunare e sulle superfici cislunari.

La strategia è influenzata da diversi fattori: quotazione in borsa e integrazione con xAI. L’azienda guarda alla Luna anche per eventuali infrastrutture di supporto ai data center spaziali.

Tra le ipotesi più ambiziose c’è la creazione di una città lunare, detta Moon Base Alpha. In una presentazione xAI è stato mostrato un concept di lander in grado, a livello teorico, di lanciare satelliti dalla Luna.

Artemis III e la competizione dei lander

La NASA ha ristrutturato il calendario di Artemis. Il nuovo piano include una missione chiamata Artemis III che agirà da banco di prova per i lander commerciali.

L’idea è testare il docking fra lander commerciali e Orion. Il vincitore di questo confronto potrebbe essere scelto per un primo allunaggio umano pianificato per inizio 2027.

Starship potrebbe essere pronta in una sua versione preliminare per metà 2027. Molto dipenderà dall’esito dei voli di prova e dalla robustezza della V3.

Aggiornamenti rapidi su permessi, pad e ambiente

  • La FAA ha pubblicato la valutazione ambientale sulle nuove traiettorie e sull’adozione del profilo Return to Launch Site (RTLS). Le rotte includono tratti sul Golfo del Messico, Florida e una porzione a sud di Cuba.
  • L’analisi indica possibili ritardi nel traffico aereo di 40–60 minuti, con picchi fino a due ore. SpaceX dovrà mantenere una copertura assicurativa fino a 500 milioni di dollari per lancio.
  • Al Complex 37 in Florida procede il trasferimento delle sezioni della futura Mechazilla, essenziale per sollevare e catturare Starship e Super Heavy.
  • La comunità di Starbase ha annunciato un accordo per proteggere oltre 1.000 acri di pianure costiere con il progetto Rockhands Mitigation Bank. SpaceX fornirà risorse per la conservazione dell’area.
  • Pad 2 ha già visto test dei sistemi di allagamento e dei raccordi per il rifornimento. Queste prove supportano la possibile imminente accensione del Booster 19 sul nuovo pad.

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