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- Che cos’è il lander ULTRA e perché conta per il futuro delle missioni
- Come sono state fuse le tecnologie giapponesi e statunitensi
- Scelta del motore e riduzione dei rischi tecnici
- Riorganizzazione interna: un unico team globale
- I cambiamenti dopo HAKUTO‑R: raccomandazioni e misure di sicurezza
- Nuovo calendario delle missioni e impatto sul programma CLPS
- Lunar Connect Service: una costellazione per voce, dati e navigazione
- Partner, compatibilità con LunaNet e valore commerciale
- Concorrenza e scenario internazionale delle reti lunari
ispace ha annunciato una svolta nella sua strategia lunare: un nuovo lander chiamato ULTRA e la creazione di una costellazione in orbita lunare per servizi di comunicazione. Le novità arrivano mentre l’azienda rivede piani, fornitori e tempistiche dopo il fallimento della missione HAKUTO‑R Mission 2.
Che cos’è il lander ULTRA e perché conta per il futuro delle missioni
ULTRA nasce come piattaforma unificata per le missioni su Luna. L’idea è combinare elementi sviluppati in Giappone e negli Stati Uniti. Lo scopo è avere un solo veicolo più robusto e più semplice da gestire.
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- Unificazione delle architetture originarie Series 3 e APEX 1.0.
- Integrazione di componenti chiave: serbatoi, avionica e sistemi di comunicazione.
- Progettazione pensata per interoperare con satelliti in orbita lunare.
Con ULTRA ispace punta a standardizzare le missioni e a ridurre la complessità operativa. Questo approccio favorisce sia la scalabilità sia la manutenzione a lungo termine.
Come sono state fuse le tecnologie giapponesi e statunitensi
La base tecnica principale è il progetto giapponese, integrato con soluzioni sviluppate negli Stati Uniti. Alcune aree tecniche rimarranno differenziate per sfruttare competenze locali.
Elementi integrati e funzionalità chiave
- Sistemi di propulsione con serbatoi riprogettati.
- Comunicazioni ottimizzate per reti orbitali lunari.
- Procedure comuni di simulazione e test per entrambi i team.
La piattaforma unica permette a ispace di impiegare lo stesso lander su missioni diverse, riducendo costi e tempi di sviluppo.
Scelta del motore e riduzione dei rischi tecnici
ispace ha deciso di abbandonare il motore VoidRunner, sviluppato con Agile Space Industries. Il motivo è semplice: difficoltà nel raggiungere i requisiti prestazionali entro i tempi previsti.
Al suo posto è stato selezionato un motore con esperienza di volo già dimostrata in missioni lunari. Il fornitore non è stato ancora reso pubblico. La mossa è stata fatta per ridurre i rischi tecnici e aumentare le probabilità di successo.
Riorganizzazione interna: un unico team globale
Per coordinare il passaggio a ULTRA, ispace ha creato un team globale. Progettazione e sviluppo saranno centralizzati. Assemblaggio e test resteranno localizzati in Giappone e Stati Uniti.
- Coordinamento internazionale per design e integrazione.
- Produzione e collaudo distribuiti per sfruttare capacità esistenti.
- Aumento dei test operativi e verifiche in volo simulate.
Questa riorganizzazione segue le raccomandazioni emerse dall’indagine sul fallimento della missione HAKUTO‑R Mission 2.
I cambiamenti dopo HAKUTO‑R: raccomandazioni e misure di sicurezza
Una task force indipendente ha analizzato l’atterraggio fallito del lander RESILIENCE. Il rapporto ha proposto sette raccomandazioni. ispace le ha già integrate nei piani futuri.
- Introduzione della navigazione relativa al terreno (TRN).
- Maggiore numero di test end‑to‑end.
- Rafforzamento della gestione dei rischi e revisione delle procedure.
Queste misure mirano a migliorare l’affidabilità sui profili di discesa e sulle fasi critiche della missione.
Nuovo calendario delle missioni e impatto sul programma CLPS
La revisione comporta spostamenti nelle date di lancio delle prossime missioni ispace. L’azienda ha pubblicato una timeline aggiornata.
- Mission 3 (non CLPS): prevista nel 2028.
- Mission 4: programmata per il 2029.
- Mission 5 (CLPS della NASA): posticipata al 2030.
- Mission 2.5 (satellite): lancio previsto nel 2027.
Tutte le future missioni si baseranno sulla piattaforma ULTRA. Il rinvio della Mission 5 è una conseguenza diretta della scelta di rivedere motore e architettura.
Lunar Connect Service: una costellazione per voce, dati e navigazione
Parallelamente al lander, ispace ha presentato il progetto Lunar Connect Service. Si tratta di una rete di satelliti in orbita lunare dedicata a comunicazioni e osservazione.
- Obiettivo: lanciare almeno cinque satelliti entro il 2030.
- Primo lancio previsto nel 2027 con la Mission 2.5.
- Trasferimento orbitale affidato a un OTV di Argo Space.
I satelliti offriranno connettività tra superficie, orbita e Terra. Forniranno inoltre dati di navigazione, immagini e sorveglianza dello spazio vicino alla Luna.
Partner, compatibilità con LunaNet e valore commerciale
Il progetto coinvolge partner pubblici e privati. La compagnia giapponese KDDI curerà le infrastrutture a terra per la gestione dei dati.
- Compatibilità prevista con LunaNet, il framework di comunicazione promosso da NASA, ESA e JAXA.
- Integrazione con servizi di navigazione e monitoraggio spaziale.
- Stima di mercato: circa 3 miliardi di dollari l’anno entro il 2040.
ispace intende offrire servizi utili alle future attività sulla Luna, inclusi piani di base che la NASA ha annunciato di recente.
Concorrenza e scenario internazionale delle reti lunari
Diverse aziende lavorano a progetti analoghi. Tra i nomi noti ci sono Intuitive Machines e Telespazio. Anche loro puntano a infrastrutture di comunicazione orbitale per la Luna.
- Intuitive Machines lavora per la NASA su servizi di supporto lunare.
- Telespazio collabora con l’ESA sulla rete Moonlight.
- Più operatori aumentano la domanda di interoperabilità e standard condivisi.
ispace cerca di ritagliarsi uno spazio offrendo sia lander che infrastrutture di rete. L’obiettivo è diventare un fornitore integrato per servizi sulla Luna.












