NASA: richiesta 18,8 mld per il 2027, -23% rispetto al 2026 e scienza e ISS a rischio

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La Casa Bianca ha appena presentato la sua richiesta di bilancio federale per il 2027 e la proposta riporta la NASA al centro di pesanti risparmi. La cifra avanzata è sorprendente e rischia di cambiare priorità e progetti, dalle missioni scientifiche alla gestione della Stazione Spaziale Internazionale.

Quanto chiede il Governo: numeri e confronto con gli anni recenti

Per il 2027 la proposta di spesa federale include per la NASA un importo di 18,8 miliardi di dollari. È la stessa cifra chiesta per il 2026, ma il contesto è diverso.

  • Il Congresso aveva approvato per il 2026 circa 24,4 miliardi.
  • Rispetto al 2026 la richiesta del governo equivale a un taglio del 23%.
  • Rispetto al 2025, il potere d’acquisto è diminuito a causa dell’inflazione del 2025, stimata intorno al 2,6%.

Tagli principali: dove vengono colpiti scienza e programmi operativi

La proposta ridistribuisce le risorse concentrando i fondi su alcuni programmi e comprimendo altre aree. I tagli principali sono netti e mirati.

  • -3,4 miliardi alla divisione scientifica della NASA.
  • -1,1 miliardi al programma di gestione della ISS.
  • -143 milioni allo STEM Engagement, pari al taglio totale dei fondi per questo programma.
  • -297 milioni alla divisione delle tecnologie spaziali.

Il documento definisce alcuni progetti come non prioritari e destinati alla chiusura. Fra questi c’è il programma del reattore a propulsione nucleare termica Draco, che viene indicato come da sospendere.

Effetti sui settori: scienza, ISS e attività di outreach

I tagli alla scienza incidono profondamente sul portafoglio ricerca. Secondo la proposta, la riduzione alla divisione scientifica rappresenta una frazione consistente del budget 2026.

  • Lo sforzo di ricerca perde risorse rispetto ai livelli precedenti.
  • La gestione della ISS rischia di vedere meno fondi per operazioni e supporto.
  • Il programma STEM Engagement viene azzerato, con impatti su educazione e outreach.

Queste mosse sollevano preoccupazioni tra ricercatori e partner internazionali sul futuro delle attività in orbita e a terra.

Lunar first: più fondi per Artemis e la nuova base lunare

Non tutto viene tagliato. La proposta concentra investimenti sulla priorità lunare.

  • Incremento di 731 milioni di dollari per l’esplorazione lunare.
  • Il totale destinato al programma lunare ammonta a 8,5 miliardi dei 18,8 richiesti.
  • I fondi sono pensati per lander commerciali, tute spaziali, e il supporto a SLS e Orion per Artemis III e IV.
  • Una nuova voce da 174 milioni è dedicata a una base lunare, progetto noto come “Ignition”.

L’iniziativa Ignition è stata annunciata il 24 marzo 2026 da Jared Isaacman e punta a spostare l’attenzione dalla sola orbita alla superficie lunare.

Priorità tecniche e spostamento di risorse

Il piano descrive un riequilibrio: meno investimenti in tecnologie considerate laterali, più risorse per infrastrutture e missioni lunari. L’argomento è spiegato come scelta di focalizzazione.

Cosa accade ora: iter parlamentare e tempistiche previste

La proposta della Casa Bianca è solo il primo passo in una procedura formale e negoziata. Ecco i passaggi principali verso l’approvazione finale.

  1. Entro fine aprile è attesa una versione più dettagliata del documento.
  2. Camera e Senato presenteranno proposte alternative per il finanziamento.
  3. In seguito inizieranno i negoziati per trovare un testo condiviso.

Le trattative saranno influenzate dalle elezioni di midterm di novembre. Il risultato delle urne può modificare la maggioranza e, di conseguenza, le priorità di bilancio.

Rischi e scenari per il futuro della NASA

La richiesta governativa apre scenari diversi. Alcuni possibili effetti:

  • Riprogrammazione delle missioni scientifiche a medio termine.
  • Riduzione delle attività operative a bordo della ISS.
  • Maggiore dipendenza da partner commerciali per lander e servizi lunari.
  • Riorientamento delle competenze interne verso l’esplorazione della superficie lunare.

La discussione politica e le decisioni del Congresso decideranno quali di questi scenari si realizzeranno.

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