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La missione Artemis II ha compiuto un passo decisivo nella sua corsa verso la Luna: la capsula Orion “Integrity” ha eseguito con successo la spinta che l’ha fatta uscire dall’orbita terrestre e ha avviato la traiettoria trans-lunare. L’operazione segna l’inizio della fase di viaggio profondo e mette l’equipaggio a bordo più lontano dalla Terra rispetto a qualsiasi essere umano negli ultimi decenni.
Dettagli della spinta trans-lunare: cosa è successo durante la TLI
L’accensione principale è iniziata alle 1:49 ora italiana del 3 aprile e si è protratta per circa 5 minuti e 50 secondi. Grazie a questo impulso, chiamato Trans-Lunar Injection (TLI), Orion ha aumentato la velocità necessaria per lasciare l’orbita terrestre e inserirsi su una rotta diretta verso la Luna.
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Alcuni numeri chiariscono la portata della manovra:
- Durata dell’accensione: circa 5 minuti e 50 secondi.
- Spinta del motore ESM: intorno a 27.000 Newton.
- Massa della capsula: approssimativamente 26,3 tonnellate al momento della manovra.
- Propellente consumato: circa 450 kg.
Questa manovra richiede calcoli e tempistiche estremamente precisi. Anche deviazioni minime dalla direzione o dalla durata previste avrebbero potuto alterare la traiettoria lunare. Per questo motivo i controlli a terra hanno autorizzato il via solo dopo verifiche approfondite.
Perché la precisione è cruciale
La TLI non è solo potenza: è controllo. Una spinta continua e calibrata modifica l’orbita in modo graduale. Sbagliare la quantità di impulso o l’angolo di puntamento può significare perdere il flyby programmato.
La squadra a bordo e le prime attività nello spazio
Sulla capsula viaggiano quattro membri dell’equipaggio: Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen. Dopo il lancio, hanno subito avviato controlli sui sistemi vitali e sull’ambiente interno.
- Monitoraggio degli impianti di supporto vitale, inclusi i sistemi di aria e temperatura.
- Verifiche dei link di comunicazione con Terra.
- Routine di adattamento fisiologico allo spazio, compreso l’esercizio fisico.
Durante le prime ore di missione si è verificata una breve interruzione delle comunicazioni. Il problema è stato risolto rapidamente e senza effetti sulle operazioni di volo.
Esercizio fisico e attrezzature a bordo
Per preservare la forma e ridurre gli effetti dell’assenza di gravità, l’equipaggio ha iniziato a usare un dispositivo compatto per l’allenamento. Il sistema è progettato per occupare poco spazio e offre resistenza tramite cavi e volani.
- Permette esercizi tipo squat e movimenti simili al vogatore.
- Più piccolo rispetto alle macchine della Stazione Spaziale Internazionale.
- Adatto alle esigenze di una missione lunare di durata limitata.
Cosa attende Orion: il flyby lunare e gli obiettivi scientifici
Con la TLI completata, la traiettoria porterà Orion a un passaggio ravvicinato della Luna, previsto per la sera/notte del 6 aprile se la missione procede senza intoppi. Durante il flyby gli astronauti avranno l’opportunità di osservare la superficie e raccogliere dati secondo un piano predisposto dai team scientifici.
Le attività previste includono:
- Osservazioni mirate di regioni lunari selezionate.
- Raccolta e trasmissione di immagini e misure scientifiche.
- Test dei sistemi di navigazione e comunicazione in condizioni reali.
Tutte queste prove servono a validare tecnologie e procedure in vista delle future missioni del programma Artemis. Artemis II è una missione dimostrativa con equipaggio, pensata per accertare la piena funzionalità dei sistemi prima di operazioni più complesse previste nei prossimi anni.
Ruolo dei team a Terra e monitoraggio continuo
I controlli a terra seguono ogni fase del volo in tempo reale. Le postazioni di missione tengono sotto controllo i parametri del modulo di servizio europeo (ESM) e della capsula Orion, garantendo supporto agli equipaggi e intervenendo in caso di anomalie.
- Monitoraggio delle risorse di bordo.
- Analisi telemetrica per la navigazione e la salute dei sistemi.
- Coordinamento delle attività scientifiche e operative.
Il lavoro congiunto tra equipaggio e centri di controllo è fondamentale per la riuscita della missione e per raccogliere dati utili alle prossime fasi del programma Artemis.













