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Google ha attivato su Windows la nuova difesa anti‑furto dei cookie in Chrome 146: la funzione Device Bound Session Credentials (DBSC) protegge le sessioni dagli infostealer e arriverà presto anche su macOS. Questa soluzione limita drasticamente il rischio che cookie rubati permettano accessi non autorizzati agli account.
Chrome 146 su Windows: novità sul fronte sicurezza dei cookie
Con l’aggiornamento a Chrome 146 per Windows, Google ha introdotto una barriera tecnica contro il furto dei cookie di sessione. Gli infostealer raccolgono dati dal browser per riutilizzare sessioni attive. DBSC rende quei cookie inutilizzabili se esportati su un altro dispositivo.
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- Attivazione iniziale in Chrome 146 per Windows.
- Rollout previsto su macOS nelle versioni successive del browser.
- Riduzione del rischio di takeover degli account basato su cookie esfiltrati.
Meccanica: come DBSC vincola la sessione al dispositivo
DBSC impone un collegamento crittografico tra cookie di sessione e l’hardware del dispositivo. Su Windows viene sfruttato il TPM (Trust Platform Module), su macOS il Secure Enclave. In pratica si crea una coppia di chiavi pubblica/privata non esportabile.
- Ogni sessione genera una chiave privata che resta nel dispositivo.
- Il server richiede la prova di possesso della chiave privata prima di accettare nuovi cookie.
- Cookie con durata breve perdono valore se esfiltrati, perché non possono essere rigenerati da chi non possiede la chiave.
Proprietà privacy‑by‑design e limiti al tracciamento
DBSC è pensato per rispettare la privacy. La modalità di funzionamento evita che i siti raccolgano identificativi persistenti del dispositivo. Viene condivisa solo la chiave pubblica necessaria per verificare la prova di possesso.
- Ogni sessione ha una chiave unica: impossibile correlare attività tra sessioni.
- Non vengono inviati ID del dispositivo né dati extra al server.
- Il modello riduce la superficie d’attacco senza aumentare la tracciabilità.
Risultati dei test e disponibilità come standard aperto
Durante i test condotti con partner nel 2025, l’attivazione di DBSC ha mostrato una diminuzione del furto di cookie. Google ha pubblicato il progetto come standard aperto, per consentire l’adozione da parte di altri browser.
- Implementazione disponibile come codice open source su GitHub.
- Lo standard può essere integrato in diversi engine di navigazione.
- Benefici concreti già rilevati nelle fasi pilota.
Contromisure pratiche che gli utenti possono adottare oggi
Anche con DBSC è utile mantenere comportamenti di sicurezza attivi. Ecco alcune azioni consigliate:
- Aggiornare Chrome regolarmente per ricevere le ultime protezioni.
- Cancellare i cookie alla chiusura del browser, se si desidera limitare sessioni persistenti.
- Abilitare l’hardware di sicurezza disponibile, come TPM o Secure Enclave.
- Utilizzare l’autenticazione a due fattori e un password manager affidabile.
- Mantenere il sistema libero da malware con scansioni regolari.












