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Dopo dieci giorni nello spazio, l’equipaggio di Artemis II è tornato sano e salvo. L’ammaraggio è avvenuto in modo impeccabile al largo di San Diego, segnando la fine della missione e l’inizio dei preparativi per il prossimo lancio previsto entro il 2027.
Dettagli del rientro: manovre e fasi critiche
La giornata conclusiva è stata dominata da manovre precise e da una gestione rigorosa della velocità e dell’assetto della navicella.
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- Ultima accensione dei motori della capsula Orion: una breve spinta di circa 8 secondi per correggere la traiettoria.
- Separazione del modulo di servizio dal modulo equipaggio per preparare il rientro atmosferico.
- Allineamento dello scudo termico, che ha raggiunto temperature superiori a 3.000 °F (circa 1.650 °C).
- Apertura dei paracadute che ha ridotto la velocità da oltre 40.000 km/h a circa 200 km/h.
- Ammaraggio sull’Oceano Pacifico a una velocità stimata di circa 30 km/h.
Cronologia essenziale dell’ultimo giorno
- Correzione di rotta mattutina con un breve impulso motore.
- Separazione dei moduli e preparazione termica per il rientro.
- Sequenza di discesa con apertura dei paracadute principali.
- Impatto con l’acqua e recupero della capsula da parte della squadra navale.
Recupero dell’equipaggio e della navicella
Subito dopo l’ammaraggio, i quattro membri dell’equipaggio sono stati trasportati sulla nave di recupero con elicotteri.
- Recupero effettuato dalla nave USS John P. Murtha.
- Controlli medici iniziali a bordo della nave e successivo trasferimento in aereo al Johnson Space Center.
- La capsula Orion è stata imbarcata e verrà riportata al Kennedy Space Center per analisi approfondite.
Impatto sul programma Artemis e passi successivi
Il successo della missione ha accelerato i piani per il prossimo lancio e ha rafforzato la fiducia nell’intero programma.
La NASA ha lodato l’impegno del personale e la professionalità dell’equipaggio, sottolineando come questa missione abbia fornito dati e esperienza fondamentali per il ritorno umano sulla Luna.
L’attenzione ora è rivolta alla preparazione di Artemis III, alla fase di assemblaggio dei sistemi e alla pianificazione dell’allunaggio, prevista nei prossimi anni.
Dati tecnici e numeri chiave
- Durata della missione: 10 giorni.
- Durata dell’ultima accensione motori: ~8 secondi.
- Temperatura dello scudo termico: oltre 1.650 °C.
- Velocità di rientro iniziale: oltre 40.000 km/h.
- Velocità dopo i paracadute: circa 200 km/h.
- Velocità finale all’impatto con l’acqua: circa 30 km/h.
Dove andranno i resti della missione per l’analisi
La capsula Orion sarà sottoposta a ispezioni dettagliate presso il Kennedy Space Center. Tecnici e ingegneri analizzeranno componenti e dati di volo per migliorare le future missioni.
Ruolo dei partner e contributo internazionale
La riuscita di Artemis II è frutto del lavoro congiunto di agenzie, fornitori e partner internazionali.
- Collaborazione tecnico-logistica tra centri spaziali e forze navali.
- Coinvolgimento di team medici per monitorare la salute dell’equipaggio.
- Scambio di dati con partner esteri per ottimizzare le procedure future.
Prossime scadenze nel calendario delle missioni umane
I programmi sono ora concentrati su una roadmap precisa che include test, integrazioni e la preparazione dell’atterraggio lunare.
- Assemblaggio dei sistemi per Artemis III nei prossimi mesi.
- Test di integrazione e simulazioni di missione ripetute.
- Pianificazione dettagliata dell’allunaggio e delle attività sulla superficie.













