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- Accordo e attori: chi ha firmato e dove
- Impatto economico: dati e dimensione del nuovo hub
- Obiettivi concreti: ambiti di collaborazione e priorità tecnologica
- Ruolo delle singole regioni: competenze e punti di forza
- Internazionalizzazione e partecipazione a opportunità globali
- Formazione e capitale umano: strategie per i prossimi anni
- Prossimi passi e limiti dell’intesa
Il 15 maggio a Torino è stato firmato un accordo che potrebbe rimodellare la filiera aerospaziale del Nord-Ovest. In un clima di collaborazione fra imprese, università e istituzioni, tre distretti hanno deciso di unire forze e competenze per dare maggiore struttura a progetti tecnologici e commerciali condivisi.
Accordo e attori: chi ha firmato e dove
La firma è avvenuta nel Salone d’Onore del Castello del Valentino, sede del Politecnico di Torino. Hanno sottoscritto il Protocollo d’Intesa:
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- Distretto Aerospaziale Piemonte (presidente Maurizio De Mitri)
- Lombardia Aerospace Cluster (presidente Paolo Cerabolini)
- Distretto ligure SIIT (presidente Remo Giuseppe Pertica)
All’evento erano presenti gli assessori regionali Andrea Tronzano, Guido Guidesi e Alessio Piana, insieme a Cristina Leone, presidente del Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio. L’intesa si colloca nel percorso della Cabina economica del Nord-Ovest, avviata formalmente nell’ottobre 2025.
Impatto economico: dati e dimensione del nuovo hub
I numeri presentati mettono in evidenza il ruolo chiave delle tre regioni nell’aerospazio italiano.
- Piemonte: circa 8 miliardi di euro di fatturato e 35.000 addetti.
- Lombardia: intorno a 6,3 miliardi, quasi 3 miliardi di export e 22.000 lavoratori.
- Liguria: oltre 1 miliardo di fatturato e circa 5.000 addetti.
Complessivamente, le tre regioni generano più del 60% del fatturato aerospaziale nazionale. Questa concentrazione di risorse rende il coordinamento strategico per competere sui mercati internazionali.
Obiettivi concreti: ambiti di collaborazione e priorità tecnologica
L’accordo punta a far dialogare industria, ricerca e piccole e medie imprese. Le aree prioritarie identificate sono pratiche e orientate all’innovazione.
- Green aviation e tecnologie per voli a basso impatto ambientale.
- Space economy, dalla gestione dati al segmento downstream.
- Intelligenza artificiale per sistemi autonomi e controllo di sciami di droni.
- Industry 5.0 e integrazione uomo-macchina nei processi produttivi.
- Cybersecurity per proteggere sistemi aerospaziali e dati satellitari.
- Advanced Air Mobility per nuove soluzioni di mobilità aerea urbana e regionale.
Tecnologie su cui concentrarsi
- Materiali intelligenti per applicazioni aeronautiche avanzate.
- Algoritmi AI per autonomia e simulazione di scenari complessi.
- Simulatori adattivi per addestramento piloti e manutentori.
- Trattamenti superficiali per grandi moduli spaziali.
- Sistemi di edge computing per operazioni autonome in orbita.
Ruolo delle singole regioni: competenze e punti di forza
Ogni territorio mette sul tavolo asset complementari, utili a costruire una filiera integrata.
- Piemonte: punti di forza nella motoristica, infrastrutture spaziali e manifattura aerospaziale.
- Lombardia: filiera consolidata in aeronautica, elicotteri, satelliti e tecnologie avanzate.
- Liguria: competenze in elettronica, cybersecurity, segmenti upstream e downstream della space economy.
Internazionalizzazione e partecipazione a opportunità globali
Il Protocollo favorisce un approccio coordinato verso fiere, bandi e missioni estere. L’obiettivo è aumentare visibilità e accesso a commesse internazionali.
- Partecipazioni congiunte a eventi e progetti europei.
- Sinergie con il Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio per candidature comuni.
- Supporto alle PMI per esportare tecnologie e servizi.
Formazione e capitale umano: strategie per i prossimi anni
Un pilastro dell’intesa riguarda il rafforzamento delle competenze. Sono previste azioni coordinate per attrarre talenti e aggiornare le professionalità.
- Programmi STEM rivolti a studenti delle scuole superiori e universitari.
- Iniziative di formazione continua per tecnici e ingegneri.
- Progetti per avvicinare i giovani alle professioni dell’aerospazio.
Prossimi passi e limiti dell’intesa
Il Protocollo formalizza una cornice di collaborazione ma non include finanziamenti immediati o piani industriali dettagliati. Il compito ora è trasformare questa intesa in progetti misurabili.
- Definire roadmap operative e indicatori di risultato.
- Avviare progetti pilota su tecnologie chiave.
- Creare tavoli permanenti tra imprese, università e centri di ricerca.
Un nodo per Torino: la Città dell’Aerospazio
Per il Piemonte, l’accordo è collegato al progetto della Città dell’Aerospazio di Torino. Avviato nel 2023 nell’area di Corso Marche, il progetto punta a concentrare ricerca, formazione e industria in un unico polo.












