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Una nuova rilettura dei dati del telescopio Hubble scuote l’idea che Europa, la luna ghiacciata di Giove, spruzzi regolarmente pennacchi d’acqua nello spazio. L’analisi aggiornata solleva dubbi sulle evidenze che per anni avevano alimentato la speranza di poter studiare l’oceano sotterraneo senza perforare il ghiaccio.
Rivalutazione completa delle immagini Hubble
Il team guidato da Lorenz Roth, ora al KTH di Stoccolma, ha riesaminato osservazioni UV acquisite tra il 1999 e il 2020. Gli scienziati hanno analizzato 23 set di immagini, concentrandosi sulle linee Lyman-alpha dell’idrogeno.
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I risultati mostrano una esosfera globale di idrogeno più densa di quanto stimato in precedenza. Allo stesso tempo, non emergono prove solide di emissioni localizzate riconducibili a geyser.
Perché i presunti pennacchi potrebbero essere artefatti
- Allineamento: uno spostamento di 1-2 pixel nel posizionamento del disco di Europa sul rivelatore può creare macchie più luminose.
- Modello atmosferico incompleto: senza includere l’esosfera diffusa, il segnale di fondo può essere interpretato come eccesso locale.
- Limiti strumentali: sensibilità e risoluzione dello strumento STIS rendono difficile separare segnali deboli da rumore sistematico.
Test con dati sintetici eseguiti dagli autori dimostrano che tali errori possono generare falsi positivi con significatività superiore a 4 sigma. Questo rende le segnalazioni originali meno persuasive alla luce dei nuovi modelli.
Dettagli tecnici della nuova analisi
I ricercatori hanno integrato nel modello la distribuzione diffusa dell’idrogeno attorno a Europa. Una volta rimosso questo contributo globale, le irregolarità puntiformi scompaiono o si riducono drasticamente.
La combinazione di dati estesi nel tempo e simulazioni ha permesso di quantificare l’impatto degli errori di registrazione e delle assunzioni modellistiche.
Implicazioni per la ricerca di acqua e vita
La presenza di geyser permetterebbe di campionare materiale oceanico direttamente nello spazio. Questo è il motivo per cui la possibile scoperta aveva suscitato tanto interesse.
Nonostante il ridimensionamento delle prove, Europa resta un obiettivo prioritario per lo studio dell’abitabilità. L’idea di un oceano salato sotto la crosta è supportata da altri dati indipendenti.
Come osserva Giuseppe Piccioni dell’INAF, i risultati precedenti sono stati sempre ambigui. Le nuove analisi evidenziano la difficoltà a distinguere segnali reali da effetti strumentali nelle osservazioni ultraviolette.
Quali strumenti chiariranno il problema nei prossimi anni
I prossimi passi per risolvere il dibattito passeranno per missioni dedicate e strumenti più adatti allo studio dei pennacchi.
- Europa Clipper (NASA, 2030): spettrometri di massa, telecamere e sensori per rilevare particelle neutre e plasma vicino alla luna.
- JUICE (ESA, 2031): misure combinate della superficie, dell’atmosfera e della struttura interna di Europa e altri satelliti gioviani.
- Osservazioni coordinate da terra e dallo spazio per monitorare variazioni temporali e ridurre incertezze strumentali.
Questi strumenti sono progettati per identificare pennacchi, mappare composizioni e misurare processi fisici locali con maggiore precisione rispetto a Hubble.












