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- Tempistica, apparecchiature e numeri chiave del lancio
- Il problema al primo stadio e il rientro con “hard splashdown”
- Comportamento dello stadio superiore e rilascio dei payload
- Reazioni regolatorie: indagine FAA e stop temporaneo ai lanci
- Conseguenze sui piani industriali e finanziari
- Possibili correzioni tecniche e prossimi passi nei test
Dopo qualche giorno di attesa è decollata da Starbase, Texas, la versione più recente di Starship per il dodicesimo volo di prova. Il test ha mostrato miglioramenti significativi rispetto alle iterazioni precedenti, con molti obiettivi raggiunti e alcuni aspetti critici ancora da risolvere.
Tempistica, apparecchiature e numeri chiave del lancio
Il decollo è avvenuto nel tardo pomeriggio locale, corrispondente alla notte in Italia. Sul pad sono saliti il primo stadio Super Heavy Booster 19 e lo stadio superiore, identificato come Ship 39.
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- Altezza complessiva della configurazione: circa 124,4 metri.
- Motori in gioco: 33 Raptor di terza generazione sul primo stadio e 6 Raptor sul secondo.
- Sequenza: accensioni multiple, spegnimento parziale di alcuni motori e separazione degli stadi a circa 2,5 minuti dal decollo.
Il problema al primo stadio e il rientro con “hard splashdown”
Durante il profilo di volo suborbitale uno o più motori del primo stadio non hanno compiuto la manovra necessaria per un atterraggio controllato. Di conseguenza lo stadio è rientrato nel Golfo del Messico subendo un impatto violento.
Lo scenario tecnico è stato valutato come un fallimento di ritenuta per il ritorno controllato, ma non ha compromesso l’integrità della missione superiore. SpaceX ha definito il risultato complessivo molto positivo, considerata la mole di cambiamenti introdotti.
Comportamento dello stadio superiore e rilascio dei payload
Ship 39 ha continuato la sua traiettoria suborbitale anche dopo la perdita di un Raptor. I sistemi aerodinamici hanno lavorato per mantenere la stabilità e simulare condizioni di rientro.
- Durante il volo sono stati rilasciati 20 satelliti di prova in configurazione Starlink.
- Due dei payload montavano telecamere esterne che hanno ripreso immagini della navicella in volo.
- È stata eseguita una manovra intenzionale sui flap posteriori per testare i limiti strutturali.
Non è stata effettuata l’accensione di un motore in orbita per la fase di ritorno. Prima dell’impatto in mare, lo stadio superiore è stato posizionato verticalmente tramite flap e motori residui.
Reazioni regolatorie: indagine FAA e stop temporaneo ai lanci
La Federal Aviation Administration ha richiesto a SpaceX di avviare un’indagine formale sugli eventi del lancio. L’agenzia ha chiesto la presentazione di azioni correttive prima di autorizzare ulteriori voli.
Richieste principali imposte dall’agenzia
- Analisi tecnica approfondita dei guasti ai motori e del sistema di rientro.
- Piani di mitigazione per prevenire impatti incontrollati in aree marine e costiere.
- Verifiche sulle procedure operative e sui programmi di test.
Conseguenze sui piani industriali e finanziari
Il successo parziale del test fornisce comunque una base per le prove successive, ma la sospensione ordinata dalla FAA potrebbe ritardare la tabella di marcia.
- Obiettivo del prossimo volo: ripetere gli stessi parametri e migliorare l’affidabilità del primo stadio.
- Impatto operativo: eventuali ritardi nella campagna di test e nelle consegne di Starlink di prova.
- Impatto finanziario: la sospensione arriva a ridosso della prevista quotazione su NASDAQ.
Possibili correzioni tecniche e prossimi passi nei test
In base ai dati disponibili, gli interventi probabili riguarderanno motori, software di controllo propulsione e procedure di rientro. SpaceX dovrà documentare le modifiche per ottenere il via libera.
- Aggiornamenti al controllo di assetto durante il rientro.
- Miglioramenti nella sequenza di riaccensione dei motori per il “boost-back” o soft-landing.
- Test strutturali aggiuntivi sui flap e sulle superfici di controllo.












