New Glenn esplode sul pad di lancio: primo stadio di Blue Origin distrutto

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Il cielo di Cape Canaveral è stato scosso da una poderosa esplosione durante una prova a terra del quarto lanciatore New Glenn di Blue Origin. L’incidente ha distrutto il primo stadio e ha fatto scattare immediate indagini sul luogo del test.

Cosa è avvenuto durante lo static fire al pad LC-36A

La detonazione si è verificata nella notte tra il 28 e il 29 maggio 2026, alle 03:00 ora italiana. Il test mirava ad accendere i sette motori BE-4 del booster soprannominato “No, It’s Necessary”.

Il primo stadio è stato completamente distrutto. Non risultano riportati feriti tra il personale presente.

Dettagli tecnici e cronologia

  • Il test era un classico static fire, cioè un’accensione a terra per verificare tutti i sistemi.
  • I motori coinvolti erano sette BE-4 al propellente metano/liquido.
  • La squadra di emergenza ha reagito sul posto e le autorità hanno isolato la zona.

Danni alla rampa LC-36A: scenario e possibili ripercussioni

Le prime immagini e le segnalazioni indicano danni significativi alla rampa di lancio LC-36A. Componenti strutturali e sistemi di supporto potrebbero essere compromessi.

Se la rampa dovrà essere ricostruita o sottoposta a ampie riparazioni, le operazioni di lancio subiranno slittamenti importanti.

Confronti storici e processi di recupero

Osservatori hanno paragonato l’esplosione per entità e rumore all’incidente del razzo N1 del 1969. Nel settore spaziale civile, eventi analoghi hanno prodotto fermi lunghi e costosi.

  • Ripristino delle infrastrutture di lancio richiede ispezioni e certificazioni.
  • Possibile fermo operativo di settimane o mesi, a seconda dell’estensione dei danni.
  • Richieste di revisione delle procedure operative e test di sicurezza più stringenti.

Le dichiarazioni pubbliche e l’avvio dell’indagine

Jeff Bezos ha scritto su X che è troppo presto per attribuire responsabilità. Ha confermato che è stata avviata una indagine tecnica e che l’azienda valuterà il recupero e la ricostruzione.

Le autorità e i tecnici di Blue Origin stanno raccogliendo dati telemetrici e filmati per ricostruire l’accaduto.

Gli effetti sul carico utile e sugli impegni commerciali

Il quarto New Glenn avrebbe dovuto trasportare 48 satelliti della costellazione Amazon LEO. I payload non si trovavano sul pad.

Stato dei satelliti e sicurezza degli equipaggiamenti

  • I satelliti non sono stati danneggiati: erano già integrati sotto il fairing in un edificio distante dal sito di lancio.
  • Le società clienti seguiranno da vicino l’evoluzione delle indagini e i piani di rilancio.

Implicazioni per la NASA e per Artemis

New Glenn era entrato nel roster dei vettori scelti dalla NASA per missioni legate al ritorno umano sulla Luna. Il calendario Artemis include l’utilizzo di vettori commerciali per trasportare cargo e dimostratore tecnologico.

Il 26 maggio la NASA aveva confermato l’affidamento di compiti a New Glenn, tra cui il lancio di rover lunari. L’esplosione complica questa pianificazione.

Blue Moon e la timeline delle missioni lunari

Blue Moon, il lander sviluppato da Blue Origin, è tra i progetti che prevedono il lancio con New Glenn. Il primo volo operativo del lander era atteso per l’autunno 2026.

Blue Origin potrebbe considerare di accelerare lo sviluppo di una variante con più motori per bypassare la versione attuale. Questo cambiamento tecnico impone nuove analisi e certificazioni.

Possibili scenari per il futuro prossimo

Le decisioni dipenderanno dall’esito dell’indagine. Alcune opzioni sul tavolo sono:

  1. Riparazione e ricertificazione della rampa LC-36A.
  2. Spedire i prossimi lanci da un’altra infrastruttura.
  3. Adeguamenti progettuali del veicolo per migliorare la resilienza.

Il settore osserva con attenzione. Il risultato della verifica tecnica determinerà tempi e costi per il ritorno alle operazioni.

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