Mostra sommario Nascondi sommario
- Spegnimento dei motori ionici: il cambiamento di strategia
- Come BepiColombo ha raggiunto Mercurio: tecnologia e flyby
- Prossime manovre e timeline chiave verso l’orbita
- Il ruolo degli orbiter: analogie e compiti scientifici
- Perché la propulsione elettrica è importante per il futuro delle esplorazioni
- Dettagli tecnici e aspetti logistici
La collaborazione fra ESA e JAXA entra in una nuova fase: dopo quasi otto anni di rotta e manovre, la sonda che trasporta i due orbiter verso Mercurio ha completato il funzionamento attivo dei suoi motori ionici. Questo traguardo apre la strada alle ultime operazioni che culmineranno con l’inserimento in orbita attorno al pianeta più vicino al Sole entro la fine dell’anno.
Spegnimento dei motori ionici: il cambiamento di strategia
Il 15 giugno 2026 è stata formalizzata la disattivazione delle unità di propulsione elettrica sul Mercury Transfer Module. Con questa decisione, la fase di spinta continua termina.
Galaxy H1: in arrivo le cuffie over-ear di Samsung
Lenovo a IFA 2026: due notebook super sottili, uno con display OLED espandibile
Il controllo missione adotterà ora traiettorie prevalentemente balistiche. Per settimane la sonda percorrerà lo spazio senza l’uso dei propulsori elettrici.
Questa scelta segna la transizione finale verso le manovre d’inserimento in orbita.
Come BepiColombo ha raggiunto Mercurio: tecnologia e flyby
La rotta verso il pianeta interno è stata una delle più complesse mai realizzate. Lanciata nell’ottobre 2018, la sonda ha combinato propulsione elettrica e assistenze gravitazionali.
Motori e alimentazione
- I propulsori ionici impiegati sono quattro QinetiQ T6.
- Funzionano ionizzando il gas xeno e accelerandone gli ioni con campi elettrici.
- L’energia deriva dai pannelli solari montati sul Mercury Transfer Module.
Questa soluzione fornisce una spinta costante ma moderata. Il consumo di propellente è molto inferiore rispetto ai motori chimici.
La traiettoria: flyby che hanno modellato la rotta
Per ridurre la velocità rispetto al Sole, la missione ha sfruttato ripetuti passaggi ravvicinati con pianeti del Sistema Solare.
- 1 flyby della Terra.
- 2 passaggi ravvicinati a Venere.
- 6 sorvoli di Mercurio per affinare la traiettoria.
Combinando assistenza gravitazionale e propulsione elettrica, la sonda ha corretto gradualmente la propria orbita fino a preparare l’arrivo finale.
Prossime manovre e timeline chiave verso l’orbita
Sono già pianificate le fasi che porteranno all’inserimento orbitale atteso per il 21 novembre 2026.
- 3 settembre 2026: separazione del Mercury Transfer Module dal resto della missione.
- Successivamente, accensione del sistema di propulsione chimica del Mercury Planetary Orbiter (MPO).
- 21 novembre 2026: manovre finali per l’inserimento in orbita attorno a Mercurio.
- Marzo 2027: configurazione operativa completa prevista per l’orbita scientifica del MPO.
Dopo la separazione del MTM, la sequenza prevede l’accensione dei motori chimici del MPO. Questi eseguiranno le correzioni necessarie per la cattura orbitale.
Il ruolo degli orbiter: analogie e compiti scientifici
La missione comprende due orbiter con obiettivi differenti e complementari. L’Europa e il Giappone mettono a sistema strumenti e competenze.
- MPO (orbiter europeo): studi sulla superficie e sull’interno del pianeta.
- MMO / Mio (orbiter giapponese): osservazioni della magnetosfera e dell’ambiente magnetico.
Il rilascio di Mio avverrà dopo l’inserimento iniziale del MPO. I due veicoli opereranno in tandem per ottenere una visione completa di Mercurio.
Perché la propulsione elettrica è importante per il futuro delle esplorazioni
Lo spegnimento dei motori ionici non diminuisce il valore della tecnologia. Anzi, ne sottolinea l’efficacia.
La propulsione elettrica ha dimostrato di permettere missioni lunghe con bassi consumi di propellente. Questo la rende ideale per viaggi interplanetari prolungati.
L’ESA intende replicare e migliorare questa tecnologia nelle future missioni spaziali. L’esperienza di BepiColombo fornisce dati operativi preziosi.
Dettagli tecnici e aspetti logistici
Alcuni elementi pratici della missione sono cruciali per il successo delle fasi finali.
- Il Mercury Transfer Module ha svolto il ruolo di “trasportatore” dei due orbiter fino al punto di rilascio.
- I pannelli solari hanno alimentato sia i sistemi di bordo che i propulsori ionici per anni.
- Il passaggio a una modalità balistica facilita le manovre di separazione e le successivi accensioni chimiche.
Il controllo missione monitorerà tutti i parametri telemetrici per garantire che le procedure avvengano senza imprevisti.












