Mostra sommario Nascondi sommario
Un robot italiano pensato per riparare e ispezionare satelliti è stato svelato in anteprima, promettendo di cambiare il modo in cui gestiamo la manutenzione in orbita. Progettato per operare su veicoli attivi, satelliti spenti e detriti spaziali, questo manipolatore punta a ridurre i rischi delle manovre in microgravità.
ROSAIA: il progetto e chi lo sostiene
Il nuovo sistema è frutto del lavoro dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Il programma ha ricevuto finanziamenti dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).
Galaxy H1: in arrivo le cuffie over-ear di Samsung
Lenovo a IFA 2026: due notebook super sottili, uno con display OLED espandibile
ROSAIA è l’acronimo di RObot parallelo continuo a Smorzamento Attivo su Intelligenza Artificiale. Il nome sottolinea il mix di robotica flessibile e controllo intelligente.
Design e capacità tecniche del manipolatore
Il prototipo si basa su quattro bracci flessibili, ognuno lungo circa 75 centimetri. I bracci lavorano in modo coordinato per avvolgere e stabilizzare il bersaglio.
Elementi chiave della piattaforma
- Bracci flessibili per assorbire urti e impatti.
- Sistema di controllo basato su intelligenza artificiale.
- Cooperazione braccio-braccio per distribuire le forze di contatto.
- Compatibilità con diversi tipi di satelliti e oggetti orbitali.
Il controllo intelligente non solo dirige i movimenti. Esso monitora costantemente il contatto e adatta le azioni per ridurre le sollecitazioni. Questo approccio aumenta la sicurezza durante operazioni delicate.
Perché il servicing orbitale è così complesso
Le attività in orbita implicano rischi unici. In microgravità anche un piccolo impulso può cambiare la traiettoria di un satellite.
- Alcuni target sono in movimento e non sono più controllabili.
- I detriti spaziali sono irregolari e imprevedibili.
- Le manovre richiedono precisione e adattabilità in tempo reale.
Per queste ragioni, la capacità di distribuire la forza su più punti di contatto è fondamentale. ROSAIA mira a minimizzare gli scossoni e a migliorare la stabilità del pezzo maneggiato.
Presentazione pubblica e prospettive operative
Il prototipo è stato mostrato il 3 luglio 3026 al Festival dello Spazio di Busalla, in provincia di Genova. L’esibizione ha rappresentato la prima dimostrazione pubblica della tecnologia.
Gli sviluppatori descrivono ROSAIA come una piattaforma scalabile. L’obiettivo è adattarla a missioni future di:
- manutenzione e riparazione di satelliti attivi;
- ispezione e recupero di dispositivi non operativi;
- rimozione e gestione dei detriti spaziali.
Lo stile modulare e il controllo basato su IA permettono di pensare a diverse configurazioni. Con ulteriori test, la tecnologia potrebbe essere integrata in missioni di rifornimento e servicing.
Impatto sulla gestione dello spazio e prossimi passi
Soluzioni come ROSAIA rispondono a una necessità crescente. La congestione orbitale aumenta il valore di strumenti che migliorano la sicurezza e la sostenibilità delle infrastrutture spaziali.
- Riduzione del rischio di collisioni tramite interventi mirati.
- Estensione della vita utile dei satelliti con riparazioni in orbita.
- Opportunità per servizi commerciali di manutenzione spaziale.
I test continueranno nelle prossime fasi di sviluppo. Il percorso include validazioni in ambienti simulati e la valutazione dell’integrazione con piattaforme spaziali operative.












