Hera aggiorna il software a 140 milioni di km dalla Terra: pronta per l’arrivo sugli asteroidi

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A circa 140 milioni di chilometri dalla Terra, la sonda europea Hera ha ricevuto un imponente aggiornamento del software di bordo. L’operazione, condotta a distanza e sotto stretto controllo, prepara la missione alla fase più critica: l’avvicinamento e l’analisi ravvicinata del sistema binario Didymos–Dimorphos.

Aggiornamento software nello spazio profondo: obiettivi e tempistiche

L’upgrade è durato oltre due settimane e serve a dotare Hera delle capacità necessarie per operare intorno all’asteroide Dimorphos. L’aggiornamento include migliorie ai sistemi di navigazione e alle procedure di comunicazione, fondamentali per le osservazioni previste dopo l’arrivo.

  • Sistemi di navigazione autonoma per le correzioni di rotta e gli avvicinamenti ravvicinati.
  • Comunicazioni con i due CubeSat che saranno rilasciati in prossimità del sistema binario.
  • Ottimizzazioni per la raccolta e l’invio della telemetria scientifica.

Il trasferimento del software e i riavvii di sicurezza

I comandi sono partiti dalla Terra attraverso le grandi antenne del Deep Space Network e hanno impiegato quasi otto minuti ad arrivare. Dopo il caricamento, il team ha effettuato due riavvii completi del computer di bordo.

Monitoraggio e ridondanza

Durante tutta la procedura gli ingegneri hanno sorvegliato la telemetria in tempo reale. Entrambi i processori ridondanti sono stati riavviati e verificati. Non si sono registrate anomalie.

Prove a terra: come è stato testato il nuovo software

Prima dell’invio i nuovi codici hanno superato una lunga campagna di test al controllo missione ESOC dell’ESA. Una replica funzionale della sonda, fornita da OHB, ha permesso di eseguire simulazioni realistiche.

  • Simulazione delle manovre intorno agli asteroidi.
  • Verifica delle procedure di rilascio e comunicazione con i CubeSat.
  • Test dei sistemi autonomi nelle condizioni più critiche.

Cosa farà Hera su Dimorphos: obiettivi scientifici chiave

Hera è stata progettata per trasformare l’esperimento DART in conoscenza applicabile alla difesa planetaria. Dopo l’impatto di DART nel settembre 2022, resta da verificare come la collisione abbia modificato la struttura e la superficie dell’asteroide.

  • Ispezione dettagliata del cratere creato dall’impatto.
  • Misure precise della massa e della densità di Dimorphos.
  • Analisi composizionale per capire la natura del materiale superficiale.
  • Valutazione della risposta meccanica dell’asteroide alla collisione.

Questi dati aiuteranno a definire se la tecnica usata da DART può diventare uno strumento affidabile per la difesa planetaria.

Strumenti, CubeSat e strategie operative

Oltre agli strumenti principali di Hera, la missione include due piccoli satelliti CubeSat. Saranno rilasciati in prossimità del sistema binario per osservazioni sinergiche.

Ruolo dei CubeSat

  • Supportare la mappatura delle superfici.
  • Fornire viste multiple del cratere e dei brillamenti di materiale.
  • Testare comunicazioni ravvicinate e tecnologie in-situ.

La fase asteroidale: avvicinamento e calendario

Con il software aggiornato, Hera entra nella fase dedicata alle osservazioni ravvicinate del sistema Didymos–Dimorphos. L’arrivo è previsto per ottobre 2026.

  • Manovre finali di avvicinamento.
  • Rilascio dei CubeSat e mappature iniziali.
  • Campagne di osservazione ravvicinata e raccolta dati.

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