Alibaba blocca Claude Code: stop all’uso per i dipendenti

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Alibaba ha deciso di bloccare l’uso di Claude Code ai suoi dipendenti dopo che una segnalazione ha messo sotto accusa una funzionalità nascosta nell’app. La notizia, riportata da Reuters, apre nuovi interrogativi su privacy, sicurezza e l’uso di strumenti AI per programmare. Scopri cosa è emerso, come ha risposto Anthropic e quali saranno le conseguenze immediate per gli sviluppatori cinesi.

Perché Alibaba ha proibito Claude Code ai propri team

Secondo fonti citate da Reuters, Alibaba ha imposto il divieto in azienda per motivi di sicurezza. La misura scatterà dal 10 luglio. I dipendenti dovranno transitare verso la piattaforma interna Qoder. Al momento non sono arrivate dichiarazioni ufficiali dalle parti coinvolte.

  • Il divieto riguarda l’uso aziendale interno.
  • La decisione è motivata da potenziali rischi di identificazione degli utenti.
  • Il cambio a Qoder è la soluzione temporanea scelta da Alibaba.

Cosa sarebbe stata la “backdoor” dentro Claude Code

Un ricercatore ha individuato nel codice del tool una funzione in grado di riconoscere segnali legati all’ambiente d’uso. Tra le informazioni rilevate ci sarebbero il fuso orario, la presenza di proxy con domini cinesi e altri indicatori di origine geografica.

Questi dati, sempre secondo le segnalazioni, venivano inviati ai server di Anthropic. La release inizialmente coinvolta è identificata come la 2.1.91, datata primo aprile. Successivamente la funzionalità è stata rimossa nella versione 2.1.196, descritta nelle note come Remote Control.

La spiegazione di Anthropic: prevenire abusi e proteggere i modelli

Un dipendente di Anthropic ha spiegato che la funzione era parte di un esperimento avviato a marzo. L’obiettivo dichiarato era contrastare l’abuso di account e impedire che le risposte venissero usate per addestrare altri modelli tramite la distillazione.

Con il tempo, affermano dall’azienda, sono state introdotte contromisure più efficaci. La funzione di controllo remoto è stata quindi rimossa. Nonostante ciò, la scoperta ha alimentato un confronto tra le due società sul tema dell’accesso e della protezione dei dati.

Accuse incrociate: accessi massivi e rischio di “distillazione”

Anthropic ha accusato Alibaba di aver impiegato quasi 25.000 account per interrogare Claude e ottenere risposte da utilizzare come materiale d’addestramento per i propri modelli Qwen. La pratica descritta è quella della distillazione, in cui le uscite di un modello servono a formare un altro modello.

  • Se confermato, l’uso massivo di account solleva dubbi su licenze e politiche d’uso.
  • La distillazione può ridurre la qualità dei modelli originali e creare rischi di proprietà intellettuale.

Impatto sugli sviluppatori e misure consigliate

Claude Code è apprezzato da molti sviluppatori per la generazione di codice. In Cina, però, le restrizioni regolamentari e le politiche d’uso rendono delicato l’accesso a strumenti basati su servizi esteri.

Ecco alcune precauzioni che aziende e sviluppatori possono considerare:

  1. Usare piattaforme approvate internamente per dati sensibili.
  2. Monitorare le versioni dei tool e le note di rilascio per rilevare modifiche sospette.
  3. Stabilire policy chiare su account, accesso e condivisione dei risultati.
  4. Valutare l’adozione di misure tecniche per impedire la distillazione non autorizzata.

Breve cronologia degli eventi

  • Marzo: Anthropic avvia sperimentazioni per prevenire abusi.
  • 1 aprile: versione 2.1.91 di Claude Code con la funzione segnalata.
  • Data successiva: ricercatore pubblica i dettagli su Reddit.
  • Rilascio 2.1.196: rimozione della funzionalità chiamata Remote Control.
  • 10 luglio: Alibaba applica il divieto interno e passa a Qoder.

Perché la vicenda interessa il mondo AI e la sicurezza informatica

Il caso mette a fuoco due temi chiave: la fiducia nei tool AI e la gestione delle informazioni sensibili. Quando un servizio raccoglie dati sull’ambiente d’uso, si aprono questioni di trasparenza e controllo.

Le aziende tecnologiche devono bilanciare protezioni contro gli abusi e il rispetto della privacy degli utenti. La vicenda tra Alibaba e Anthropic diventa così un banco di prova per pratiche migliori e per regole più chiare sull’uso degli assistenti AI.

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