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- Come agiva la falsa estensione Perplexity su Chrome
- Permessi concessi e conseguenze per la privacy
- Intervento delle aziende: rimozione e avvisi
- Guida rapida: come controllare ed eliminare estensioni rischiose
- Consigli per scegliere estensioni sicure e proteggere i dati
- Segnali d’allarme che indicano un possibile dirottamento
- Controlli tecnici per utenti avanzati
- Ripristino e precauzioni aggiuntive
Un’estensione malevola che si spacciava per l’assistente Perplexity ha ingannato utenti Chrome e Chromium, dirottando ricerche e collezionando dati. La scoperta, opera dei ricercatori Microsoft, ha fatto scattare la rimozione dal Chrome Web Store dopo aver svelato come venivano intercettate le query e instradati gli utenti verso siti non ufficiali.
Come agiva la falsa estensione Perplexity su Chrome
L’estensione segnalata si chiamava Search for perplexity ai. Dopo l’installazione cambiava il motore di ricerca predefinito senza consenso. Le ricerche inserite nella barra degli indirizzi non finivano su Perplexity ufficiale.
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- Le query venivano inviate a
perplexity-ai.onlineinvece che aperplexity.ai. - Il reindirizzamento avveniva anche per i suggerimenti in tempo reale.
- Ogni carattere digitato poteva essere trasmesso al server controllato dagli autori dell’estensione.
Permessi concessi e conseguenze per la privacy
Nel codice sono stati identificati permessi DNR (DeclarativeNetRequest) non coerenti con un normale assistente AI. Questi privilegi permettevano di monitorare e registrare attività di navigazione.
- Registrazione delle richieste di ricerca.
- Salvataggio dell’indirizzo IP e delle intestazioni del browser.
- Rilevamento della stringa user-agent dell’utente.
Questa raccolta dati serviva alla profilazione per scopi pubblicitari e monetizzazione. Non sono state trovate funzionalità di furto credenziali, ma gli autori potevano aggiungerle in seguito.
Intervento delle aziende: rimozione e avvisi
Dopo la segnalazione, Google ha rimosso l’estensione dal Chrome Web Store. Microsoft ha pubblicato l’analisi tecnica per spiegare il meccanismo di intercettazione. Gli utenti che avevano già installato l’estensione devono eliminarla manualmente dal browser.
Cosa hanno fatto i ricercatori
- Analisi del codice e dei permessi.
- Verifica dei server coinvolti e dei domini usati.
- Comunicazione a Google per la rimozione dal marketplace.
Guida rapida: come controllare ed eliminare estensioni rischiose
Controllare periodicamente le estensioni è essenziale. Di seguito i passaggi pratici per verificare e rimuovere componenti sospette in Chrome.
- Aprire il menu di Chrome > Altri strumenti > Estensioni.
- Verificare nome, editore e permessi richiesti.
- Disabilitare o rimuovere estensioni sconosciute immediatamente.
- Riavviare il browser e cambiare il motore di ricerca se modificato.
Consigli per scegliere estensioni sicure e proteggere i dati
Per ridurre il rischio di installare estensioni dannose, segui queste regole pratiche.
- Scarica solo da marketplace ufficiali e verificati.
- Leggi recensioni e controlla lo sviluppatore.
- Evita estensioni che richiedono permessi eccessivi.
- Aggiorna il browser e le estensioni regolarmente.
- Utilizza una soluzione antivirus o di protezione del browser se disponibile.
Segnali d’allarme che indicano un possibile dirottamento
Alcuni comportamenti del browser possono far sospettare un reindirizzamento malevolo.
- Motore di ricerca cambiato senza conferma.
- Redirect verso domini simili ma non ufficiali.
- Comparsa di pubblicità invasive o risultati strani.
- Prestazioni del browser peggiorate e richiesta di nuovi permessi.
Controlli tecnici per utenti avanzati
Chi ha competenze può approfondire con questi controlli tecnici:
- Verificare il traffico di rete con strumenti come Fiddler o DevTools.
- Ispezionare il manifest.json e lo script dell’estensione.
- Cercare richieste verso domini sospetti o server esterni.
Ripristino e precauzioni aggiuntive
Dopo la rimozione, esegui questi passaggi per ridurre il rischio residuo e tornare a una navigazione sicura.
- Reimposta le impostazioni del motore di ricerca e della pagina iniziale.
- Cancella cache e cookie del browser.
- Modifica password se noti attività sospette.












