Mostra sommario Nascondi sommario
- Dettagli temporali e assetti del lancio del 17 luglio
- Come e dove seguire la diretta
- Obiettivi principali della missione
- Correzioni al Super Heavy e cosa cambia per il Booster 20
- Cosa testerà la Ship 40 e i 20 Starlink V3
- Accensioni in quota e controllo dei motori Raptor
- Monitoraggio dello scudo termico e strumenti di diagnostica
- Modalità di rientro: ammaraggi controllati
- Implicazioni per il programma Starship e i prossimi passi
Il tredicesimo test di volo della Starship si avvicina e promette di essere un punto di svolta per SpaceX. Se tutto andrà secondo i piani, l’azienda potrà avvicinarsi all’obiettivo di raggiungere l’orbita e accelerare la sequenza di missioni operative. Questo lancio sarà anche l’occasione per testare componenti reali della costellazione Starlink e verificare modifiche introdotte dopo il volo di maggio.
Dettagli temporali e assetti del lancio del 17 luglio
Il decollo è fissato per il 17 luglio, con una finestra di lancio di 90 minuti che si apre alle 00:45 (ora italiana). In caso di problemi tecnici minori, è prevista una seconda opportunità il giorno seguente alla stessa ora.
Galaxy H1: in arrivo le cuffie over-ear di Samsung
Lenovo a IFA 2026: due notebook super sottili, uno con display OLED espandibile
Per questa missione verranno impiegati il Booster 20 e la Ship 40, la seconda Starship V3 costruita per il programma. Il profilo di volo sarà molto simile a quello del lancio precedente, eseguito a maggio.
Come e dove seguire la diretta
La copertura live sarà disponibile su più canali. SpaceX trasmetterà la propria diretta circa 30 minuti prima del decollo tramite il suo account X e il sito ufficiale.
Noi terremo una diretta sul nostro canale YouTube, che inizierà la sera precedente, il 16 luglio, alle 21:30. Aggiornamenti in tempo reale saranno diffusi anche su Instagram, Telegram e WhatsApp.
Obiettivi principali della missione
La missione punta a validare vari sistemi sia a terra che a bordo dei due stadi. Tra gli scopi principali ci sono il controllo degli ammaraggi e la verifica dei sistemi dei satelliti Starlink.
- Verificare le modifiche apportate al Booster 20 per migliorare il controllo durante il rientro.
- Testare il rilascio e i sistemi di 20 veri satelliti Starlink V3 dalla Ship 40.
- Raccogliere dati sul comportamento dello scudo termico e sulle accensioni dei motori Raptor in volo.
Correzioni al Super Heavy e cosa cambia per il Booster 20
Problemi emersi nel volo precedente
Durante il test di maggio, il Super Heavy non è riuscito ad avviare 5 motori Raptor su 33 durante la manovra di boostback. Questo ha compromesso la manovrabilità e la continuità della procedura di rientro.
Interventi e nuove impostazioni
SpaceX ha introdotto diversi aggiustamenti. Tra i più significativi c’è una riduzione del tempo di accensione dei motori Raptor durante alcune fasi critiche. Il periodo di funzionamento è passato da 1 minuto a 38 secondi.
Lo scopo è limitare stress termici e meccanici durante la manovra. Inoltre si verificherà se le modifiche migliorano l’affidabilità complessiva del Booster 20.
Cosa testerà la Ship 40 e i 20 Starlink V3
Caratteristiche dei satelliti V3
I 20 Starlink a bordo sono modelli operativi completi. Montano pannelli solari, antenne e sistemi di comunicazione laser. Sei unità sono dotate di camere per ispezionare lo scudo termico della Ship 40.
Modalità di rilascio e risultati attesi
I satelliti verranno rilasciati lungo la stessa traiettoria della Ship. Questo significa che non entreranno in orbita stabile. Rientreranno nell’atmosfera e si disintegreranno. L’obiettivo è duplice:
- collaudare i meccanismi di rilascio in condizioni reali;
- testare sul campo i componenti dei futuri Starlink prima della messa in servizio.
Accensioni in quota e controllo dei motori Raptor
Un punto critico sarà il tentativo di avviare uno o più motori Raptor della Ship 40 in condizioni suborbitali. SpaceX ha incontrato difficoltà a far ripartire questi motori in volo.
Questa capacità è fondamentale per consentire alla Starship di compiere manovre propulsive che portino fino all’orbita. I dati raccolti aiuteranno a identificare interventi sui sistemi di alimentazione e accensione.
Monitoraggio dello scudo termico e strumenti di diagnostica
Durante la fase finale del rientro, diversi sensori registreranno l’effetto termico e meccanico sullo scudo. Le camere poste su sei Starlink aiuteranno a ottenere immagini ravvicinate.
- Telecamere per osservare il degrado del materiale.
- Sensori termici per misurare le escursioni di temperatura.
- Telemetria per valutare eventuali anomalie strutturali.
I risultati guideranno lo sviluppo di uno scudo termico riutilizzabile e più resistente.
Modalità di rientro: ammaraggi controllati
In questa missione non è previsto il tentativo di cattura in volo né per il Super Heavy né per la Starship. Entrambi gli stadi effettueranno un ammaraggio controllato.
- Il Booster 20 effettuerà l’ammaraggio nel Golfo del Messico.
- La Ship 40 ammarerà nell’Oceano Indiano.
Queste operazioni serviranno a valutare sistemi di controllo attitudinale e stabilità idrodinamica durante l’impatto con l’acqua.
Implicazioni per il programma Starship e i prossimi passi
Un esito positivo aprirebbe la strada a missioni sempre più ambiziose verso l’orbita. Il test fornirà dati pratici sui limiti operativi dei motori, sui sistemi di rilascio e sullo scudo termico.
In caso di problemi, gli ingegneri useranno le informazioni raccolte per correggere progettazioni e procedure. Il calendario delle prossime missioni dipenderà dall’esito di questo volo.













