Mostra sommario Nascondi sommario
Primo Climate continua a espandersi: il fondo climate tech, che conta LifeGate tra i partner, ha accolto tra i suoi investitori il gruppo trentino Dolomiti Energia. L’iniziativa punta a trasformare tecnologie mature in soluzioni industriali per la decarbonizzazione, favorendo sviluppo economico e occupazione soprattutto sul territorio italiano.
Quali startup interessano a Primo Climate: criteri chiari per la selezione
Non basta un’idea. Primo Climate cerca imprese con tecnologie già validate e con un chiaro potenziale di riduzione delle emissioni.
Galaxy H1: in arrivo le cuffie over-ear di Samsung
Lenovo a IFA 2026: due notebook super sottili, uno con display OLED espandibile
- Maturità tecnologica: soluzioni pronte per la fase industriale.
- Impatto climatico misurabile: riduzione delle emissioni o miglioramento dell’efficienza.
- Scalabilità industriale: competitività sul mercato e possibilità di produzione su larga scala.
- Focalizzazione sull’Italia: startup italiane o estere con piani di sviluppo nel paese.
- Team solido: capacità imprenditoriale e governance adatta alla crescita.
Oltre al capitale, le società selezionate entrano in una rete di collaborazioni che include LifeGate e altri partner industriali e finanziari. Questo network agevola test, sperimentazioni e accesso a infrastrutture utili per la crescita.
Cosa mette a disposizione il fondo
- Capitale dedicato a investimenti industriali e all’apertura di nuovi impianti.
- Supporto strategico per la validazione commerciale delle tecnologie.
- Connessioni con partner industriali per accelerare il go-to-market.
Perché Dolomiti Energia ha deciso di entrare: sinergie tra industria e innovazione
La partecipazione di Dolomiti Energia risponde all’esigenza di osservare da vicino le tecnologie emergenti. L’utility porta competenze industriali e capacità di valutare il potenziale applicativo delle soluzioni.
Stefano Granella, amministratore delegato del gruppo, sottolinea l’importanza di tradurre innovazioni in progetti concreti. L’obiettivo è sostenere soluzioni che generino sviluppo economico e nuovi posti di lavoro, in particolare in Trentino.
L’attenzione è focalizzata su tre ambiti principali:
- decarbonizzazione dei processi produttivi;
- aumento dell’efficienza nella produzione e gestione dell’energia;
- innovazioni per l’uso finale dell’energia.
La qualità tecnologica resta fondamentale. Ma Dolomiti Energia valuta anche la capacità del team di costruire una governance solida e percorsi di crescita sostenibili.
Impatto locale: il ruolo del fondo nell’ecosistema trentino dell’innovazione
In Trentino-Alto Adige l’ecosistema dell’innovazione è vivace. Secondo rilevazioni recenti ci sono oltre duecento startup attive nella regione. Molte sono guidate da giovani imprenditori.
Dolomiti Energia intende mettere a disposizione la propria conoscenza del territorio e la rete nazionale per dare impulso a progetti con ricadute locali. La presenza di un rappresentante dell’utility nell’advisory board del fondo favorirà l’incontro tra innovatori e industria.
- Segnalazione di opportunità progettuali coerenti con gli obiettivi del fondo.
- Accesso a infrastrutture e impianti per sperimentazioni su scala reale.
- Creazione di percorsi di investimento che accompagnino la fase commerciale.
L’intento è costruire una filiera in cui ricerca, capitale e industria lavorino insieme per portare sul mercato tecnologie che riducano le emissioni e sostengano la crescita regionale.












