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Toyota ha avviato la produzione della nuova Aygo X Hybrid nello stabilimento di Kolin, in Repubblica Ceca. Si tratta della prima city car full hybrid del segmento A, pensata per chi cerca bassi consumi e emissioni contenute. In Italia è già ordinabile e le prime consegne sono previste per dicembre.
Produzione e ruolo dello stabilimento di Kolin
Lo stabilimento di Kolin è al centro della strategia europea di Toyota. Qui vengono assemblate diverse vetture del gruppo.
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- Circa 3.200 dipendenti operano nello stabilimento.
- Dal 2022 l’impianto ha prodotto oltre 2,3 milioni di vetture.
- Tra i modelli prodotti ci sono le precedenti Aygo e la Yaris.
La catena produttiva è in fase di adeguamento per gestire nuove linee, con l’obiettivo di supportare anche la produzione di modelli elettrici.
Motore, prestazioni e consumi
La Aygo X Hybrid monta il motore della Yaris da 116 CV. La scelta tecnica privilegia l’efficienza urbana e la riduzione delle emissioni.
Caratteristiche principali
- Propulsore full hybrid già collaudato.
- Consumi dichiarati ridotti rispetto alla concorrenza di segmento.
- Progettata per la guida in città e per percorsi misti.
L’architettura ibrida consente avviamenti elettrici frequenti e minori emissioni CO2 in ambito urbano.
Versioni disponibili e prezzo in Italia
La gamma include anche una versione dal taglio sportivo, pensata per chi cerca un look più deciso.
- Toyota Aygo X – 20.850 euro
- Toyota Aygo X Icon – 23.350 euro
- Toyota Aygo X Premium – 24.950 euro
- Toyota Aygo X GR Sport – 25.950 euro
Gli ordini per il mercato italiano sono già aperti. Le prime consegne sono programmate per il mese di dicembre.
Impegni ambientali e obiettivi di Toyota in Europa
Toyota ha fissato obiettivi chiari per la decarbonizzazione. L’azienda mira alla neutralità carbonica degli stabilimenti entro il 2030.
- Transizione verso energie rinnovabili.
- Ottimizzazione dei processi produttivi e logistici.
- Riconversione di parti dello stabilimento per auto elettriche.
La neutralità carbonica a livello europeo è prevista entro il 2040, con passi concreti già in atto negli stabilimenti come Kolin.












