Made in UE a rischio: Berlino e Parigi spingono su supercrediti e flotte

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Un’intesa politico-tecnica tra Berlino e Parigi scuote il dibattito sull’auto europea. Le due capitali hanno preparato una proposta comune che rimodella regole e incentivi sul cosiddetto Made in Europe, puntando a rimodellare i «supercrediti», i requisiti per le flotte aziendali e le soglie che determinano l’accesso ai benefici pubblici.

Rivoluzione dei supercrediti: estensione e nuovi coefficienti

La Commissione aveva immaginato supercrediti limitati alle batterie per auto molto compatte. L’asse franco-tedesco presenta invece una visione più ampia.

Linea di produzione di piccole auto elettriche in fabbrica
Proposta franco-tedesca estende i supercrediti anche alle piccole BEV prodotte in Europa.

  • Estendere i supercrediti a tutte le auto a batteria prodotte in Europa.
  • Applicare un fattore di moltiplicazione pari a 1,2 per le BEV continentali.
  • Incrementare il moltiplicatore a 1,4 per le elettriche di piccole dimensioni.
  • Attribuire un coefficiente di 1,3 alle vetture che usano acciaio e alluminio a basse emissioni prodotti in Europa.
  • Per le piccole auto con materiali a basse emissioni il coefficiente salirebbe fino a 1,5, in proporzione alla quota di materiali impiegati.

I due governi propongono che il meccanismo entri in vigore con il Pacchetto Automotive, atteso nel 2027, e che i supercrediti rimangano operativi anche oltre il 2035.

Flotte aziendali: via i target rigidi, spazio all’orientamento nazionale

Berlino e Parigi chiedono una maggiore flessibilità sulle politiche di rinnovo flotte. Criticano i requisiti rigidi che somigliano a un obiettivo implicito di 100% elettrico entro il 2035.

La proposta favorisce invece:

  • Obiettivi nazionali indicativi e realistici per veicoli ZEV e ZLEV.
  • Maggiore margine di manovra per le imprese nelle transizioni delle loro flotte.

Chi può vantare il Made in Europe: esclusioni e la possibile eccezione UK

Uno degli elementi più controversi è la definizione geografica del Made in Europe. Francia e Germania propongono criteri stringenti che limiteranno l’ambito di applicazione.

Mappa d'Europa con Regno Unito evidenziato e stretta di mano simbolica
La possibile eccezione per il Regno Unito richiede piena reciprocità e misure antielusive.

Gli aspetti principali sono:

  • Il Made in Europe dovrebbe riguardare prioritariamente i Paesi membri della UE-27.
  • Potrebbe essere ammessa l’inclusione di partner europei che facevano parte del mercato unico al 01/01/2020.
  • Il Regno Unito è l’unico grande partner esterno potenzialmente riammesso, ma solo a condizione di piena reciprocità e con misure antielusive.

La proposta introduce inoltre l’esigenza di allineamento su investimenti esteri e norme di difesa commerciale per evitare abusi.

Requisiti tecnici e cronoprogramma: come cambiano le regole sul 70%

Bruxelles aveva proposto una soglia minima del 70% di valore prodotto in Europa per ottenere il riconoscimento. L’asse franco-tedesco chiede un inasprimento progressivo e più requisiti tecnici.

Principali tappe e condizioni

  • 2028-2029: veicoli ammessi se almeno il 70% del valore dei componenti (escluse le batterie) è creato in Europa. Massimo +5 punti percentuali a carico dei produttori. Almeno il 10% delle batterie deve contenere tre componenti principali prodotti in Europa, incluse le celle. R&S significativa nell’UE. Almeno il 50% dei componenti del motore elettrico e dei principali sistemi elettronici di origine comunitaria.
  • 2030-2031: confermate le regole del 70% ma si alza la soglia per le batterie: almeno il 20% delle batterie deve includere tre componenti principali prodotti in Europa.
  • 2032-2034: ulteriore inasprimento. Almeno il 70% delle batterie deve contenere cinque componenti principali prodotti in Europa, comprese le celle. Obiettivo: almeno il 70% del materiale attivo del catodo e il sistema di gestione della batteria prodotti in UE.

Le misure sono pensate per spingere l’intera catena del valore verso una maggiore integrazione industriale europea.

Fleet Booster: soglia proposta e vincoli per gli appalti pubblici

Il meccanismo del Fleet Booster condiziona l’accesso a incentivi e appalti. La Commissione suggeriva l’85% come soglia. I produttori chiedevano il 70%.

Berlino e Parigi propongono una media via di mezzo:

  • Fissare la soglia al 80%.
  • Imporre che una quota minima di R&S sia svolta in Europa.
  • Rendere ammissibili ai programmi pubblici solo i veicoli che rispettano i requisiti del Made in Europe.

Trasferire il Made in Europe nel Pacchetto Automotive per accelerare l’iter

Infine, la proposta politico-amministrativa: spostare le norme del Industrial Accelerator Act relative all’automotive direttamente nel Pacchetto Automotive.

Obiettivo dichiarato: accelerare l’approvazione delle regole, adottandole in modo simultaneo e coerente.

Impatto atteso sulle Case e scenari per la filiera

  • Maggiore incentivo a localizzare catene di fornitura e impianti R&S nell’UE.
  • Aumento dei requisiti per i produttori di celle e materiali attivi.
  • Possibile riorganizzazione degli investimenti da parte dei costruttori globali.
  • Rischio di tensioni commerciali con partner esclusi, ma apertura regolata con il Regno Unito se soddisfa condizioni.

Le proposte franco-tedesche vogliono tutelare l’industria europea e creare leva politica per attrarre investimenti. Ora la partita passa agli organi UE e ai negoziati tra Stati membri.

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