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OHB SE ha annunciato una nuova mossa nel panorama spaziale europeo: la creazione di una società dedicata alle infrastrutture di lancio. L’obiettivo è mettere insieme competenze e sistemi per offrire soluzioni modulari, rapide e competitive per mandarci in orbita.
Perché nasce la European Spaceport Company
L’iniziativa risponde a una domanda crescente. L’Europa chiede accesso allo spazio più autonomo ed efficiente. OHB vuole trasformare queste esigenze in offerte concrete.
La nuova entità dovrà fornire infrastrutture per lanci marittimi e terrestri. L’intento è creare una sorta di “one‑stop shop” per operatori commerciali e istituzionali.
Primo progetto: uno spazioporto offshore
Il primo obiettivo messo in chiaro è lo sviluppo di uno spazioporto offshore. La piattaforma opererà in mare per aumentare la flessibilità dei lanci.
Un sito in mare può ridurre vincoli geografici e permettere rotazioni di traffico più rapide. OHB punta a piattaforme che supportino più tipi di vettori.
Vantaggi di una base in mare
- Minore impatto su aree popolate.
- Maggiore libertà di traiettoria per i vettori.
- Possibilità di riuso rapido delle infrastrutture.
La strategia per Kourou e per l’Europa
Oltre al progetto offshore, la società intende potenziare il sito di Kourou, in Guyana francese.
L’idea è aumentare la capacità di accoglienza e adattare le strutture per vari tipi di razzi.
- Aumentare il numero di rampe disponibili.
- Modernizzare i centri di controllo missione.
- Integrare servizi di terra per operatori internazionali.
Tecnologie previste e servizi integrati
La European Spaceport Company offrirà una gamma completa di soluzioni. Non si tratta solo di rampe, ma di un ecosistema operativo.
- Rampe mobili multi‑utente, adattabili ai vettori.
- Segmenti di terra e comunicazioni missione.
- Strutture per test, assemblaggio e controllo.
- Servizi logistici e operativi per clienti globali.
La modularità è al centro della proposta. Componenti riutilizzabili riducono tempi e costi.
Il ruolo del progetto MMULP e del programma OSLIOS
Tra gli sviluppi tecnici c’è la Multi‑User Launch Pad mobile. Il progetto si chiama MMULP.
MMULP è parte del programma OSLIOS. Quest’ultimo è sostenuto dal governo tedesco e dal DLR.
- MMULP: rampe mobili per lanci orbitali.
- OSLIOS: ricerca e sviluppo di infrastrutture offshore.
- Obiettivo: ridurre la dipendenza dal tipo di vettore.
Chi guiderà la nuova società
OHB ha nominato una guida mista, che unisce esperienza industriale e digitale.
- Sabine von der Recke, con ruoli direttivi.
- Ulrich Scheib, proveniente da MT Aerospace.
- Dr. Arne Gausepohl, per l’area digitale di OHB.
Il mix di competenze punta a offrire una proposta competitiva per mercato europeo e internazionale.
Prima roadmap e ambizioni internazionali
Le attività iniziali prevedono lo studio e la realizzazione dello spazioporto offshore e i lavori a Kourou.
Nel medio termine la società mira a servire clienti in tutto il mondo, occupandosi dell’intera catena di servizi per il lancio.
- Fase 1: progettazione e test delle piattaforme mobili.
- Fase 2: ampliamento e modernizzazione di Kourou.
- Fase 3: offerta commerciale globale di servizi di lancio.












