Auto a idrogeno e fuel cell: ecco perché le case continuano a investirci

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Hyundai ha svelato la seconda generazione della Nexo: un Suv fuel cell che riporta al centro del dibattito la mobilità a idrogeno. Nonostante le vendite restino contenute, molte Case continuano a sviluppare vetture a celle a combustibile. Perché questo investimento resiste? L’articolo esplora numeri, casi storici e le ragioni strategiche dietro la scelta.

Modelli sul mercato e novità recenti sulle auto a idrogeno

La nuova Hyundai Nexo rappresenta un passo avanti nelle tecnologie FCEV. I serbatoi immagazzinano quasi 7 kg di idrogeno in circa cinque minuti. Questo conferisce autonomie superiori ai 800 km.

Al momento, sul mercato europeo, la Toyota Mirai resta l’altro modello commerciale significativo. Per il 2028 è attesa la BMW X5 Hydrogen, sviluppata in collaborazione con partner giapponesi.

Vendite globali e situazione delle infrastrutture

  • Numeri recenti: la Mirai contava poche centinaia di esemplari immatricolati a novembre 2024.
  • Nel primo trimestre 2024 la Nexo ha registrato qualche centinaio di vendite.
  • Nel 2023 le auto a idrogeno vendute nel mondo si aggiravano intorno alle 14.000 unità.
  • Il picco storico è stato nel 2021, con oltre 15.500 vetture.

La diffusione della rete di rifornimento condiziona fortemente le vendite. Un esempio: in Italia esistono solo due stazioni pubbliche, a Bolzano e Mestre. Di conseguenza, le immatricolazioni sono praticamente simboliche.

La scarsità degli utenti e delle pompe ha anche portato operatori privati a rivedere piani d’investimento. Alcune società hanno chiuso impianti per via dei bassi volumi.

Un precedente curioso: la BMW Hydrogen 7

Tra il 2005 e il 2007 BMW sperimentò la Hydrogen 7. Era basata sulla Serie 7 dell’epoca e montava un V12 da 6.0 litri adattato per l’uso di idrogeno.

  • Si trattò di un progetto sperimentale e limitato.
  • Furono prodotti circa 100 esemplari.
  • Molte unità furono assegnate a figure pubbliche e istituzionali.
  • Il programma fu poi abbandonato nel 2009.

Perché i costruttori continuano a puntare sull’idrogeno

Nonostante volumi ridotti, sono almeno quattro le ragioni che spiegano l’interesse delle Case per le auto a idrogeno.

Laboratorio tecnologico su strada

Le vetture FCEV sono piattaforme operative per testare pile a combustibile, materiali e software. Consentono di perfezionare componenti e processi produttivi.

Queste sperimentazioni trovano applicazioni anche al di fuori del settore auto.

Applicazioni nel trasporto pesante

L’idrogeno appare più adatto a camion e autobus. I mezzi pesanti beneficiano di rifornimenti rapidi e di grandi autonomie.

Per il trasporto commerciale la rete non deve essere capillare come per le auto private. Per questo molte aziende considerano l’idrogeno strategico per il segmento heavy-duty.

Vantaggio strategico e diversificazione tecnologica

In un mercato che cambia velocemente, alcune Case vogliono mantenere opzioni multiple. Implementare l’idrogeno significa essere pronti a uno scenario diverso dalle sole batterie.

L’investimento è visto come una scommessa: può rivelarsi determinante se la domanda o la normativa mutano.

Politiche, incentivi e immagine pubblica

Alcuni Paesi offrono sussidi significativi per progetti sull’idrogeno. Questa leva finanziaria sostiene ricerca e produzione.

Inoltre, promuovere soluzioni a basse emissioni migliora il posizionamento delle Case agli occhi del pubblico e delle istituzioni.

Cosa non ottengono le Case con le auto a idrogeno

Contrariamente a ibridi e vetture elettriche, le auto a idrogeno non abbassano in modo significativo le quote di emissioni aziendali.

Il motivo è semplice: i numeri di vendita sono troppo piccoli per influire sulle statistiche di flotta. Quindi non rappresentano uno strumento efficace per il rispetto dei target di CO2, almeno oggi.

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