Mostra sommario Nascondi sommario
Hyundai ha svelato la seconda generazione della Nexo: un Suv fuel cell che riporta al centro del dibattito la mobilità a idrogeno. Nonostante le vendite restino contenute, molte Case continuano a sviluppare vetture a celle a combustibile. Perché questo investimento resiste? L’articolo esplora numeri, casi storici e le ragioni strategiche dietro la scelta.
Modelli sul mercato e novità recenti sulle auto a idrogeno
La nuova Hyundai Nexo rappresenta un passo avanti nelle tecnologie FCEV. I serbatoi immagazzinano quasi 7 kg di idrogeno in circa cinque minuti. Questo conferisce autonomie superiori ai 800 km.
Galaxy H1: in arrivo le cuffie over-ear di Samsung
Lenovo a IFA 2026: due notebook super sottili, uno con display OLED espandibile
Al momento, sul mercato europeo, la Toyota Mirai resta l’altro modello commerciale significativo. Per il 2028 è attesa la BMW X5 Hydrogen, sviluppata in collaborazione con partner giapponesi.
Vendite globali e situazione delle infrastrutture
- Numeri recenti: la Mirai contava poche centinaia di esemplari immatricolati a novembre 2024.
- Nel primo trimestre 2024 la Nexo ha registrato qualche centinaio di vendite.
- Nel 2023 le auto a idrogeno vendute nel mondo si aggiravano intorno alle 14.000 unità.
- Il picco storico è stato nel 2021, con oltre 15.500 vetture.
La diffusione della rete di rifornimento condiziona fortemente le vendite. Un esempio: in Italia esistono solo due stazioni pubbliche, a Bolzano e Mestre. Di conseguenza, le immatricolazioni sono praticamente simboliche.
La scarsità degli utenti e delle pompe ha anche portato operatori privati a rivedere piani d’investimento. Alcune società hanno chiuso impianti per via dei bassi volumi.
Un precedente curioso: la BMW Hydrogen 7
Tra il 2005 e il 2007 BMW sperimentò la Hydrogen 7. Era basata sulla Serie 7 dell’epoca e montava un V12 da 6.0 litri adattato per l’uso di idrogeno.
- Si trattò di un progetto sperimentale e limitato.
- Furono prodotti circa 100 esemplari.
- Molte unità furono assegnate a figure pubbliche e istituzionali.
- Il programma fu poi abbandonato nel 2009.
Perché i costruttori continuano a puntare sull’idrogeno
Nonostante volumi ridotti, sono almeno quattro le ragioni che spiegano l’interesse delle Case per le auto a idrogeno.
Laboratorio tecnologico su strada
Le vetture FCEV sono piattaforme operative per testare pile a combustibile, materiali e software. Consentono di perfezionare componenti e processi produttivi.
Queste sperimentazioni trovano applicazioni anche al di fuori del settore auto.
Applicazioni nel trasporto pesante
L’idrogeno appare più adatto a camion e autobus. I mezzi pesanti beneficiano di rifornimenti rapidi e di grandi autonomie.
Per il trasporto commerciale la rete non deve essere capillare come per le auto private. Per questo molte aziende considerano l’idrogeno strategico per il segmento heavy-duty.
Vantaggio strategico e diversificazione tecnologica
In un mercato che cambia velocemente, alcune Case vogliono mantenere opzioni multiple. Implementare l’idrogeno significa essere pronti a uno scenario diverso dalle sole batterie.
L’investimento è visto come una scommessa: può rivelarsi determinante se la domanda o la normativa mutano.
Politiche, incentivi e immagine pubblica
Alcuni Paesi offrono sussidi significativi per progetti sull’idrogeno. Questa leva finanziaria sostiene ricerca e produzione.
Inoltre, promuovere soluzioni a basse emissioni migliora il posizionamento delle Case agli occhi del pubblico e delle istituzioni.
Cosa non ottengono le Case con le auto a idrogeno
Contrariamente a ibridi e vetture elettriche, le auto a idrogeno non abbassano in modo significativo le quote di emissioni aziendali.
Il motivo è semplice: i numeri di vendita sono troppo piccoli per influire sulle statistiche di flotta. Quindi non rappresentano uno strumento efficace per il rispetto dei target di CO2, almeno oggi.












