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Tra poche settimane il pieno potrebbe costare in modo diverso rispetto a oggi. Un intervento fiscale deciso nella legge di bilancio sposterà le accise tra benzina e gasolio. Questo cambio promette di rimescolare i prezzi alla pompa e di creare nuovi confronti tra guidatori e filiera dei carburanti.
La modifica delle accise: cosa prevede la legge
Dal 1° gennaio 2026 entrerà in vigore una ricalibrazione delle imposte sui carburanti. L’operazione prevede uno spostamento di 4,05 centesimi di euro per litro dalle benzine al gasolio. In pratica, l’imposta applicata ai due prodotti diventerà identica.
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Il valore finale dell’accisa sarà di 0,6729 €/l, ovvero 672,90 € ogni 1.000 litri. Questo uniformamento fiscale è il fattore chiave che può invertire la logica dei prezzi attuali.
Che effetto avrà sui prezzi alla pompa
Se i costi della materia prima e i margini commerciali non cambiano, i prezzi medi alla pompa si muoveranno in modo prevedibile. La rettifica delle accise abbassa il prezzo della benzina e alza quello del gasolio.
- Prezzi di riferimento rilevati l’8 dicembre: 1,718 €/l per la benzina e 1,684 €/l per il gasolio.
- Stima post-modifica: la benzina scenderebbe a 1,669 €/l.
- Stima post-modifica: il gasolio salirebbe a 1,733 €/l.
Con questi numeri il gasolio diventerebbe più costoso della “verde” di oltre 6 centesimi al litro.
Impatto pratico per gli automobilisti
I cambiamenti alla pompa si traducono nel portafogli. L’effetto varia a seconda della capacità del serbatoio e del tipo di alimentazione.
- Esempio per un’auto di segmento C con serbatoio da 40 litri.
- Carburante a benzina: il pieno medio scenderebbe da circa 68,72 € a 66,76 €.
- Carburante diesel: il pieno medio salirebbe da circa 67,36 € a 69,32 €.
La reazione della filiera e le possibili correzioni
I distributori e i raffinatori potrebbero alleggerire la differenza intervenendo sui margini. In passato la filiera ha modificato i prezzi di vendita per attenuare scossoni improvvisi.
Previsioni ufficiali
Secondo le stime annunciate da rappresentanti del settore, la forbice finale potrebbe ridursi. Una stima parla di un gap residuo di circa 3 centesimi a favore del gasolio.
Questo scenario dipende però da scelte commerciali e dall’andamento internazionale delle materie prime.
Fattori che possono cambiare il quadro
Non è solo l’accisa a determinare il prezzo finale. Entrano in gioco vari elementi che possono amplificare o ridurre gli effetti.
- Variazioni internazionali del greggio e dei prodotti raffinati.
- Decisioni sui margini dei punti vendita e dei distributori.
- Eventuali interventi normativi successivi o misure di compensazione.
Nei primi mesi dopo la modifica potrebbero quindi emergere fluttuazioni più marcate.












