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- Perché il pacchetto Ue non scatta subito
- Le lezioni che arrivano dal passato normativo
- Modifiche tecniche e punti sensibili per le emissioni
- Elenco delle norme coinvolte e degli impatti tecnici
- I precedenti: compliance e tempi d’attuazione
- Le pressioni politiche e industriali
- Per le case auto e i fornitori cosa cambia
- Scenari sul calendario legislativo
- Chi influenzerà la versione finale
La proposta europea sul futuro dell’auto ha riacceso il dibattito fra Bruxelles, case automobilistiche e governi nazionali. Tra attacchi duri, richieste di modifica e toni concilianti, il pacchetto proposto dalla Commissione Ue non è una sentenza definitiva, ma l’avvio di un percorso legislativo complesso.
Perché il pacchetto Ue non scatta subito
La Commissione ha presentato misure che cambiano regole e obiettivi. Tuttavia, ogni proposta deve attraversare molte fasi
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- esame del Parlamento Europeo;
- negoziazioni in Consiglio;
- possibili emendamenti da Stati membri e lobby industriali.
Da qui nasce la cautela dei protagonisti. Anche critiche forti, come quelle della VDA e di alcuni amministratori delegati, non bloccano l’iter. Serviranno tempo e compromessi.
Le lezioni che arrivano dal passato normativo
La storia recente mostra che le norme sulle emissioni subiscono cambiamenti notevoli prima dell’entrata in vigore.
Un esempio: il divieto di vendita di veicoli endotermici proposto per il 2035 non è stato applicato dall’oggi al domani. L’iter iniziato nel 2021 ha richiesto molti passaggi e oltre venti mesi per arrivare alla pubblicazione. Questo dimostra che i testi possono essere rimodellati.
Modifiche tecniche e punti sensibili per le emissioni
Fra le novità più discusse c’è la ridefinizione dell’obiettivo di riduzione delle emissioni per le auto. La Commissione ha proposto di passare da una riduzione del 100% a un taglio del 90% rispetto ai parametri previsti.
Questo cambiamento prevede anche meccanismi di compensazione per il restante 10%.
Elenco delle norme coinvolte e degli impatti tecnici
Il pacchetto non riguarda una sola legge. Sono in gioco diversi regolamenti e direttive.
- Regolamento 2019/1242 (calcolo emissioni camion 2025-2029);
- Regolamento 2019/631 (obiettivi per i veicoli leggeri);
- nuove regole per etichettatura e abrogazione della Direttiva 1999/94/CE;
- modifiche previste a 561/2006, 2018/858, 2019/2144, 2024/1257;
- abrogazioni mirate come la Direttiva 70/157/CEE e il Regolamento 540/2014.
Oltre alle norme sui motori, il pacchetto affronta batterie, flotte aziendali ed aspetti normativi delle E-Car. Ogni capitolo apre a negoziazioni tecniche e politiche.
I precedenti: compliance e tempi d’attuazione
Un caso recente mostra la complessità pratica delle correzioni: il meccanismo di compliance per le sanzioni da superamento delle emissioni.
La Commissione lo annunciò nel Piano d’Azione per l’auto a marzo. L’approvazione da parte di Parlamento e Consiglio arrivò in maggio, ma l’applicazione effettiva richiese altri mesi. Dunque, anche misure urgenti possono tardare a concretizzarsi.
Le pressioni politiche e industriali
Le reazioni non sono solo tecniche. Governi come quello italiano hanno già anticipato battaglie politiche in sede europea.
Allo stesso tempo, associazioni di settore e alcuni AD esprimono giudizi severi. Alcuni invocano strumenti compensativi, altri chiedono revisioni sostanziali.
Per le case auto e i fornitori cosa cambia
Le novità impattano produzione, cicli di sviluppo e catene di fornitura.
- Adattamenti tecnici ai nuovi test e requisiti di omologazione;
- investimenti in batterie e infrastrutture di ricarica;
- possibili deroghe per piccoli produttori e soluzioni transitorie.
L’industria guarda a Bruxelles con aspettativa e preoccupazione. Molte proposte sono considerate difficili da attuare in tempi ristretti.
Scenari sul calendario legislativo
È improbabile che l’intero pacchetto diventi operativo nell’arco di pochi mesi.
Il lavoro normativo include emendamenti, studi d’impatto e negoziati politici. Tutto questo dilata i tempi.
Chi influenzerà la versione finale
La forma definitiva del pacchetto dipenderà da più soggetti.
- Parlamento Europeo, con emendamenti parlamentari;
- Consiglio Ue, che rappresenta gli Stati membri;
- lobby industriali e associazioni nazionali;
- valutazioni tecnico-scientifiche e evidenze di mercato.
In pratica, il testo uscito dalla Commissione è solo il primo atto. Seguiranno molte repliche e controrisposte.












