Auto europea a rischio: Acea chiede innovazione, incentivi e mercati aperti

Mostra sommario Nascondi sommario

Nel cuore delle istituzioni europee è arrivata un’altra tirata d’orecchie formale: Ola Källenius, numero uno dell’Acea, ha inviato una lettera ai leader Ue per chiedere misure immediate a tutela dell’industria automobilistica europea. A due giorni dal vertice informale dei capi di Stato e di governo, la missiva solleva temi che vanno dalla competitività industriale alle infrastrutture per la mobilità elettrica.

Cosa chiede l’Acea ai vertici europei

Källenius indica tre priorità che, a suo avviso, devono guidare le scelte politiche per il settore auto in Europa: autonomia strategica, una decarbonizzazione pragmatica e interventi concreti per invertire il calo della produzione. La lettera arriva mentre rapporti come quelli di Mario Draghi ed Enrico Letta restano in attesa di applicazione.

Apertura dei mercati e resistenza agli isolazionismi

Secondo il presidente dell’Acea, rafforzare la resilienza non significa chiudersi: le catene del valore sono nate per la globalizzazione. Källenius sollecita la ratifica rapida di accordi di libero scambio già negoziati.

  • a partner pragmatici che accelerino tecnologie chiave.
  • Via libera a intese come quelle con India e Mercosur.
  • Spinta a concludere accordi analoghi con Australia e Paesi Asean.

Misure concrete per la reindustrializzazione

Per evitare la perdita di capacità produttiva, l’Acea chiede strumenti mirati a sostenere investimenti e produzione in Europa. L’obiettivo è rendere l’ambiente industriale più attrattivo e competitivo.

Interventi richiesti

  • Autorizzazioni più rapide e procedure semplificate per nuovi impianti.
  • Costi energetici industriali contenuti e prevedibili.
  • Incentivi stabili per gli investimenti iniziali e per i costi operativi.
  • Supporto mirato per scalare la produzione di batterie nel continente.

Decarbonizzazione: obiettivi ambiziosi ma flessibili

La transizione verso emissioni zero deve essere perseguita con realismo tecnico ed economico. Källenius propone percorsi distinti per auto, furgoni e camion, in modo da tenere conto delle diverse esigenze produttive e di mercato.

La richiesta centrale è che il quadro normativo rimanga ambizioso, ma dia margini di flessibilità e neutralità tecnologica per affrontare eventi imprevisti.

Incentivi, energia e infrastrutture per rendere realistici i target

Secondo l’Acea, non si tratta di posticipare obiettivi come quelli del 2035. Piuttosto, occorre risolvere il collo di bottiglia già nel 2030. Per farlo servono misure che creino una domanda reale di veicoli elettrici.

  • Incentivi omogenei in tutti gli Stati membri per sostenere la domanda.
  • Prezzi dell’elettricità competitivi rispetto ai combustibili fossili.
  • Rete di ricarica pubblica e privata diffusa e più rapida da installare.
  • Una “valvola di sicurezza” normativa se le condizioni abilitanti tardano a realizzarsi.

Regole coerenti e rinnovo del parco circolante

Un punto centrale della lettera riguarda l’accumulo di normative che complicano la produzione, in particolare delle vetture compatte. Källenius invita la Commissione a riorganizzare il ritmo delle regole.

  • Introdurre pacchetti normativi sincronizzati con i cicli di sviluppo dei veicoli.
  • Fare della semplificazione normativa un processo continuativo.
  • Accelerare il rinnovo del parco auto europeo, dove l’età media sfiora i 13 anni.

Incentivi mirati per abbattere le emissioni e rilanciare la produzione

Incentivi per veicoli più vecchi e più inquinanti sono presentati come il modo più rapido per stimolare la domanda, far lavorare gli impianti e ridurre l’impatto ambientale. Allo stesso tempo si suggerisce di proseguire verso carburanti a minore intensità di carbonio.

Il riferimento ai combustibili alternativi, come gli e-fuel e i biofuel, è implicito nella proposta di diversificare gli strumenti di decarbonizzazione.

Verso una strategia europea che unisca industria e mercato

L’invito dell’Acea è chiaro: servono politiche che coniughino innovazione, infrastrutture e apertura internazionale. Solo così, sostiene Källenius, l’industria automobilistica potrà mantenere posti di lavoro e competitività in Europa

Dai il tuo feedback

Sii il primo a votare questo post
o lascia una recensione dettagliata



OpenSlime è un media indipendente. Sostienici aggiungendoci ai preferiti di Google News:

Pubblica un commento

Pubblica un commento