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- La strategia globale di Renault per i centri stile
- Guyancourt: il fulcro creativo della Losanga
- Bucarest e Curitiba: design per mercati concreti
- Chennai e l’asse indiano: talento e crescita
- Seul: confronto e sviluppo per le grandi categorie
- Una rete digitale che accelera il processo creativo
- Un esempio pratico: la nuova Twingo
Renault ha ridisegnato il proprio approccio al design, spostando il processo creativo da un singolo studio europeo a una rete mondiale. Il risultato è un modello che combina ricerca locale e idee condivise, capace di adattare lo stile alle esigenze dei singoli mercati senza perdere un’identità riconoscibile.
La strategia globale di Renault per i centri stile
Il gruppo ha scelto una via pragmatica: creare cinque centri stile globali sparsi nei continenti. L’obiettivo è semplice: stare vicini ai clienti e valorizzare le differenze culturali. Questo approccio fonde prossimità e diversità, due pilastri che guidano le scelte estetiche e funzionali dei nuovi modelli.
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- Prossimità: capire i consumatori vivendo i loro contesti urbani e stradali.
- Diversità: integrare linguaggi visivi diversi per creare auto più pertinenti.
- Cooperazione: ogni centro porta competenze locali in progetti globali.
Guyancourt: il fulcro creativo della Losanga
Al centro della rete resta lo studio di Guyancourt, alle porte di Parigi. Qui si concentra l’identità di marca e si definiscono i codici estetici che rendono riconoscibile una Renault.
Guyancourt è pensato come un campus: spazi aperti, laboratori e team multidisciplinari che lavorano insieme. La sede guida l’armonizzazione dei progetti e favorisce il confronto tra identità diverse.
Bucarest e Curitiba: design per mercati concreti
I centri regionali traducono esigenze locali in soluzioni pratiche. A Bucarest lo studio lavora soprattutto sui prodotti Dacia, puntando a un equilibrio tra essenzialità, robustezza e costi accessibili.
In America Latina, a Curitiba, un team compatto affronta sfide quotidiane come infrastrutture e condizioni climatiche. Le scelte progettuali nascono dall’osservazione diretta della mobilità locale.
- Bucarest: guida il design orientato al valore e alla semplicità.
- Curitiba: adatta i modelli alle realtà stradali del Sud America.
Chennai e l’asse indiano: talento e crescita
Il polo indiano, oggi con base a Chennai, è fondamentale per intercettare un mercato in rapida espansione. Qui l’obiettivo è attrarre giovani designer e integrare competenze tecnologiche locali.
Lo studio indiano lavora in sinergia con gli altri centri, offrendo spunti stilistici e soluzioni che nascono dall’esperienza quotidiana del guidatore locale.
Seul: confronto e sviluppo per le grandi categorie
In Corea del Sud Renault ha concentrato risorse sullo sviluppo dei segmenti di fascia alta. Il centro di Seul si misura con competitor locali e contribuisce ai progetti D ed E dell’intero gruppo.
La competizione sul mercato coreano spinge a raffinare dettagli e qualità, portando stimoli che tornano utili anche agli studi europei.
Una rete digitale che accelera il processo creativo
La collaborazione tra studi si basa su infrastrutture digitali avanzate. Strumenti condivisi, grandi schermi e ambienti di realtà virtuale e mista permettono di lavorare in tempo reale su un singolo progetto.
Designer distanti migliaia di chilometri possono intervenire sullo stesso modello contemporaneamente. Questo metodo ha permesso di sviluppare modelli in tempi ridotti, mantenendo coerenza stilistica e cura tecnica.
Strumenti e vantaggi
- Piattaforme digitali per revisioni e aggiornamenti rapidi.
- Realtà virtuale per valutare proporzioni e materiali a progetto avanzato.
- Connessione continua tra team per ridurre i tempi di sviluppo.
Un esempio pratico: la nuova Twingo
Un caso concreto mostra l’efficacia del sistema. La nuova Twingo è nata dalla collaborazione tra team europei e asiatici. Grazie allo scambio continuo è stato possibile arrivare al lancio in appena 31 mesi, rispettando qualità e linguaggio di marca.
Questo modello illustra come la rete globale non formalizzi idee isolate, ma le intrecci in un processo creativo fluido e scalabile.












