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- Numeri chiave del 2025: stabilità sotto pressione
- Le cause delle difficoltà: ristrutturazione, dazi e legacy Dieselgate
- Tagli e risparmi: il piano Performance e le nuove misure
- Cosa aspettarsi dal 2026: l’anno della svolta secondo il management
- Offensiva elettrica: la Electric Urban Car Family e la roadmap
- Calendario delle novità: anteprime e arrivi sul mercato
- Scenari di mercato: sfide e leve competitive
Volkswagen esce da un 2025 difficile ma con un piano di rimessa in sesto che punta a trasformare i segnali positivi in risultati concreti. Tra tagli, dazi e l’ombra del Dieselgate, la casa di Wolfsburg accelera sull’efficienza e prepara un’offensiva elettrica che promette di cambiare il profilo del gruppo nel 2026.
Numeri chiave del 2025: stabilità sotto pressione
I risultati del Brand Group Core mostrano una dinamica mista. Le vendite sono cresciute, ma il conto economico è stato influenzato da elementi straordinari.
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- Vendite: +3,3% a 5,1 milioni di unità.
- Ricavi: +3,7% a 145,2 miliardi di euro.
- Utile operativo: in calo del 2% a 6,8 miliardi; al netto delle voci una tantum sarebbe salito a 8,2 miliardi (+17,2%).
- Margine operativo: 4,7% sul totale; 5,6% esclusi gli oneri straordinari.
- Flussi di cassa: 6,9 miliardi rispetto ai 4,7 del 2024; potenzialmente 7,9 miliardi senza alcuni oneri.
Nel dettaglio del marchio Volkswagen le vendite sono rimaste intorno a 3,1 milioni. Il fatturato è sceso da 88,3 a 86,57 miliardi, mentre l’utile operativo è salito lievemente a 2,61 miliardi. Il risultato operativo rettificato sarebbe vicino al 4,5%.
Le cause delle difficoltà: ristrutturazione, dazi e legacy Dieselgate
Tre elementi hanno pesato in modo particolare sui conti: le spese per la riorganizzazione, l’imposizione di tariffe estere e gli oneri legati al Dieselgate.
- Costi di ristrutturazione e adeguamenti organizzativi.
- Dazi statunitensi che hanno impattato i margini.
- Oneri residui derivanti dal Dieselgate.
Il management sottolinea la necessità di una stretta disciplina sui costi e di ulteriori interventi per migliorare l’efficienza operativa. Sul piano del personale, è stato concordato un taglio graduale degli organici in Germania: almeno 35.000 posizioni ridotte entro il 2030, senza ricorrere a tagli immediati generalizzati.
Tagli e risparmi: il piano Performance e le nuove misure
Il programma di efficienza lanciato nel 2024 ha già prodotto risparmi, ma l’obiettivo è più ambizioso.
- Risparmi già raggiunti: circa 5 miliardi.
- Obiettivo 2030: 11 miliardi totali.
- Misure operative: riorganizzazione cross-brand, riduzione dei costi fissi e contenimento delle spese in R&S.
- Target produttivi: 1 miliardo di risparmi fino al 2030 solo dall’ottimizzazione della produzione.
Tagli mirati a voci come costi fissi, lavoro, R&S e investimenti in conto capitale hanno già migliorato la liquidità. Per esempio, la percentuale di costi fissi sul fatturato è scesa dal 16,2% al 14,8%.
Cosa aspettarsi dal 2026: l’anno della svolta secondo il management
I vertici del gruppo ribadiscono che il 2026 sarà un periodo cruciale. Le iniziative di efficientamento saranno accelerate e intensificate.
Obiettivi principali per il prossimo anno:
- Accelerare i risparmi del piano Performance.
- Spingere sulla riduzione dei costi produttivi.
- Migliorare i margini operativi; Volkswagen punta a superare il 4%.
Il management definisce il prossimo esercizio come un momento chiave per trasformare i miglioramenti in risultati strutturali. Le novità prodotto previste nei mesi a venire sono parte integrante della strategia.
Offensiva elettrica: la Electric Urban Car Family e la roadmap
La strategia di prodotto punta molto sulle elettriche compatte. Un progetto centrale è la cosiddetta Electric Urban Car Family.
Modelli e produzione
- Cupra Raval
- Skoda Epiq
- Volkswagen ID.Cross
- Volkswagen ID.Polo
Questi modelli saranno prodotti in Spagna, tra Martorell e Pamplona. Per l’ID.Polo è stato indicato un prezzo base intorno ai 25.000 euro. Secondo il gruppo, le “gemelle” Cuvra e Skoda si rivolgeranno a segmenti di clientela diversi, evitando sovrapposizioni.
Benefici industriali
La nuova organizzazione cross-brand, guidata da Seat, mira a sviluppare una piattaforma comune. I vantaggi attesi:
- Risparmi stimati intorno ai 650 milioni di euro.
- Produzione su larga scala: “diverse centinaia di migliaia” di unità annue.
- Riduzione del divario di margine tra auto elettriche e termiche.
Calendario delle novità: anteprime e arrivi sul mercato
Il piano prodotto per il 2026 prevede una serie di debutti distribuiti nell’anno.
- Aprile: nuove ID.3 Neo e ID.Polo.
- Maggio: ID.Polo GTI.
- Luglio: ID.Cross.
- Ottobre: nuova ID.4.
Queste uscite supporteranno la spinta commerciale e aiuteranno a consolidare i miglioramenti di margine attesi.
Scenari di mercato: sfide e leve competitive
Non mancano le criticità esterne. Geopolitica, regolamentazioni ambientali e concorrenza intensa restano fattori da gestire.
- La lenta transizione verso l’elettrico limita la velocità di miglioramento dei margini.
- I dazi e barriere commerciali aggiungono compressione sui ricavi esteri.
- Regole ambientali più severe richiedono investimenti mirati e flessibilità.
Per compensare, il gruppo conta su economie di scala, piattaforme condivise e una gestione dei costi sempre più rigorosa.












