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Nel cuore di Milano, il ponte della Ghisolfa è tornato al centro del dibattito cittadino. I cantieri per la nuova pista ciclabile hanno acceso tensioni tra residenti, pendolari e amministrazione. Lavori notturni, modifiche alla carreggiata e il convinto sostegno delle istituzioni rendono la vicenda un banco di prova per la mobilità urbana.
Come si sta intervenendo sul cavalcavia
Le opere riguardano il cavalcavia Bacula, noto come ponte della Ghisolfa, che collega piazzale Lugano a viale Jenner. L’obiettivo è creare un percorso protetto per biciclette e monopattini elettrici lungo circa 900 metri.
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I lavori prevedono:
- Realizzazione di una pista ciclabile in sede riservata, con cordoli in cemento.
- Una carreggiata bidirezionale per ciclisti, mediamente 1,5 metri per senso di marcia.
- Interventi sul terrapieno sud e posa di nuovi plinti e pali.
- Spostamento verso il centro della linea elettrica della filovia, per creare spazio alla nuova pista.
I cantieri si svolgono prevalentemente di notte. L’amministrazione conta di completare i tratti principali tra il colmo del ponte e piazzale Lugano entro luglio 2026.
Costi, fondi e progetti collegati
Il progetto ha un investimento significativo: più di due milioni di euro. Parte della somma proviene dai fondi del PNRR.
Oltre alla Ghisolfa, sono in programma nuove piste anche in altre strade chiave:
- viale Serra;
- viale Monte Ceneri;
- tratto tra piazza Stuparich e piazzale Zavattari.
La strategia punta a collegare diversi assi cittadini, migliorando l’accessibilità per la micromobilità e incentivando spostamenti più sostenibili.
Effetti immediati sulla circolazione e criticità segnalate
La riduzione temporanea della carreggiata per i lavori ha già prodotto ripercussioni sul traffico. I timori principali riguardano aumento di code e picchi di inquinamento, soprattutto nei pressi dei ponti e dei nodi di scambio.
Problemi specifici segnalati:
- Convivere con la filovia 90 e 91 e con bus e mezzi commerciali in spazi ridotti.
- Rischio di code prolungate fino a piazza Stuparich, nodo già congestionato.
- Pericolo di ingorghi per auto, scooter e furgoni durante le ore di punta.
Alcuni critici ritengono che il cordolo in cemento potrebbe creare punti di conflitto. Altri osservano che i cantieri notturni riducono l’impatto diurno, ma non eliminano del tutto i disagi.
Il confronto pubblico: sostenitori e oppositori
Il dibattito in città è acceso e polarizzato. Da una parte chi premia la svolta verso la mobilità lenta. Dall’altra chi lamenta impatti immediati sulla viabilità motorizzata.
Tra le posizioni emerse:
- Chi sostiene l’intervento parla di maggior sicurezza per chi si muove in bici e monopattino.
- Chi contesta i lavori teme un incremento di traffico e inquinamento nelle vie limitrofe.
- Associazioni di ciclisti ricordano anni di attivismo, flashmob e piste tracciate “fai da te” per sollecitare interventi.
La discussione coinvolge amministratori locali, utenti della strada e commercianti. Sui social la conversazione si concentra spesso sulle tempistiche e sui benefici reali dell’opera.
Impatto sulla mobilità urbana e scenari futuri
Se completata secondo i piani, la pista della Ghisolfa potrebbe diventare una direttrice importante per spostamenti quotidiani. L’idea è collegare piazzale Lugano alla Bovisa, passando per Mac Mahon e la Cagnola.
Possibili vantaggi:
- Più percorsi sicuri per la micromobilità;
- Incentivo all’uso della bici nei tragitti casa-lavoro;
- Maggior integrazione con la rete di trasporto pubblico, se progettata in sinergia.
Rischi da monitorare:
- Effetti collaterali sul traffico motorizzato nei quartieri limitrofi;
- Problemi di convivenza tra filovia e corsie ciclabili in spazi ristretti;
- Necessità di manutenzione dei cordoli e della pavimentazione per minimizzare incidenti.
Chi osserva e chi paga il conto
I principali attori coinvolti sono l’amministrazione comunale, le ditte appaltatrici e i finanziatori pubblici. A questi si aggiungono gli utenti della strada, i negozianti e i residenti delle zone interessate.
Tempi e controlli
Il cronoprogramma indica fasi notturne e chiusure temporanee. I monitoraggi sulla qualità dell’aria e sulla fluidità del traffico saranno essenziali per valutare l’impatto reale.
La città osserva con attenzione: il successo o i problemi del cantiere della Ghisolfa potrebbero influenzare progetti analoghi sul territorio.












