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La produzione Stellantis in Italia mostra segnali di recupero, ma la ripresa è disomogenea: alcuni stabilimenti accelerano, altri restano in grande difficoltà. I dati trimestrali della Fim-Cisl delineano un quadro fatto di numeri positivi e criticità urgenti, con Cassino al centro delle preoccupazioni.
Stato della produzione: numeri chiave e trend di mercato
Nel primo trimestre del 2026 gli stabilimenti italiani del gruppo hanno prodotto 120.366 veicoli. Si tratta di un aumento del 9,5% rispetto allo stesso periodo del 2025.
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Le autovetture sono cresciute in modo significativo, mentre i veicoli commerciali leggeri hanno subito una flessione.
- Autovetture: +22% a 73.841 unità.
- Veicoli commerciali leggeri: -5,8% a 46.525 unità, impattati dalle criticità di Atessa.
La ripresa è parziale: i volumi non sono tornati ai livelli pre-crisi. Rimane aperta la sfida per consolidare questo slancio.
Stabilimenti protagonisti: Mirafiori, Melfi e Pomigliano
Due siti emergono come motori della ripresa nazionale. Mirafiori e Melfi hanno beneficiato dell’arrivo di nuovi modelli. I lanci produttivi hanno riattivato linee e ordini.
Dettaglio delle performance per sito
- Melfi: crescita del 92,5%, con 17.110 unità nel trimestre.
- Mirafiori: +42,4% a 14.040 unità, spinta dalla 500 ibrida.
- Pomigliano: +6,7% a 39.750 unità, ancora trainata dalla Panda.
- Maserati Modena: avvio delle nuove GranTurismo e GranCabrio e aumento del 583% a 205 unità.
La 500 ibrida a Torino e la nuova Jeep Compass a Melfi hanno inciso sulle linee. Questi modelli hanno compensato parte delle perdite patite nel biennio negativo.
Cassino: crisi produttiva e impatto sull’occupazione
Cassino resta il punto critico. La produzione è precipitata e il sito fatica a trovare stabilità.
- Produzione trimestrale: -37,4%, appena 2.916 vetture.
- Occupazione stimata: circa 2.130 addetti.
- Giornate lavorate: mediamente 5-6 giorni al mese, con picchi di presenza di 1.400 operai.
- Contratti di solidarietà: oltre 600 lavoratori coinvolti.
- Giorni di attività dall’inizio dell’anno: solo 16 giorni.
Secondo la Fim-Cisl, la situazione dell’indotto e dell’occupazione a Cassino ha oltrepassato il limite della sostenibilità.
Il problema principale riguarda il ritardo nel lancio dei nuovi modelli basati sulla piattaforma STLA Large. Il piano prevedeva l’arrivo delle nuove Alfa Romeo Stelvio e Giulia entro la fine del 2025. Quel cronoprogramma non è stato rispettato.
I tecnici citano difficoltà nella conversione della piattaforma da elettrico a ibrido. Il gruppo ha riconosciuto l’ostacolo, ma non ha fornito date certe per il rollout.
Criticità tecniche e richieste sindacali
La Fim-Cisl chiede garanzie chiare e misure concrete. Per il sindacato servono tempi definiti e adeguati investimenti.
- Tempi certi per i lanci e per la conversione delle piattaforme.
- Investimenti adeguati per impianti e tecnologie.
- Maggiore coinvolgimento della filiera italiana e potenziamento della componentistica.
- Rafforzare ricerca e sviluppo per sostenere i nuovi modelli.
Uliano, segretario generale della Fim-Cisl, sottolinea la necessità di un piano industriale che dia prospettive concrete a tutti gli stabilimenti italiani.
Proiezioni per il 2026: scenari e numeri attesi
Il quadro complessivo resta comunque migliorativo rispetto al biennio critico. Le stime sindacali per la fine del 2026 sono ottimiste per l’insieme dello stabilimento nazionale.
- Previsione produzione gruppo in Italia per 2026: circa 500.000 veicoli.
- Autovetture previste: oltre 300.000 unità.
- Cassino: scenario peggiore, con produzione stimata intorno a 13.000 vetture per il 2026.
Dal punto di vista occupazionale, se la situazione a Cassino non si sblocca, il resto della rete potrebbe vedere comunque una riduzione dell’uso degli ammortizzatori sociali.
In alcuni stabilimenti sono attese nuove assunzioni, inizialmente a termine. L’obiettivo è trasformarle poi in contratti stabili una volta stabilizzata la domanda.
Che cosa chiede la filiera e il governo
La richiesta sindacale è articolata e punta a misure industriali e di politica pubblica per sostenere la ripresa.
- Nuovi investimenti produttivi e linee per modelli competitivi.
- Rilancio dell’attività di ricerca e sviluppo in Italia.
- Supporto alla filiera e agli operatori della componentistica nazionale.
- Interventi pubblici mirati a facilitare la transizione tecnologica e la competitività.
Secondo la Fim-Cisl il governo dovrà individuare risorse adeguate per sostenere il settore. Per il comparto auto italiano si gioca una partita cruciale per occupazione e futuro industriale.












