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- Valore totale e grandezza dell’ecosistema
- Produzione, capifila e fornitori: la catena del valore
- Perché la Motor Valley ha un vantaggio competitivo
- Export e performance economiche rispetto alla media nazionale
- Turismo, eventi e formazione: l’ecosistema oltre le fabbriche
- Formazione specialistica e ricambio generazionale
La Motor Valley dell’Emilia-Romagna è molto più di una lista di marchi da sogno. Dietro a nomi come Ferrari, Lamborghini, Maserati, Ducati, Pagani e Dallara si muove un sistema produttivo, turistico e formativo che pesa centinaia di miliardi. Una ricerca recente svela numeri e dinamiche che ridefiniscono il ruolo di questo territorio nell’automotive nazionale e internazionale.
Valore totale e grandezza dell’ecosistema
Lo studio intitolato Motor Valley – Un ecosistema che genera valore è stato curato da Nomisma per la Motor Valley Association, con il supporto della Regione Emilia-Romagna. I dati fotografano un distretto dalle dimensioni sorprendenti.
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- Valore complessivo della filiera estesa: 347 miliardi di euro.
- Se si considera l’intero automotive italiano collegato alla Motor Valley: 440 miliardi.
- Imprese nell’ambito diretto e indiretto della filiera: 39.647.
- Occupati nell’ecosistema: 1.056.000.
Estendendo il perimetro allo scenario nazionale gravitate attorno alla Motor Valley, le società salgono a 74.981 e gli addetti a 1,145 milioni.
Produzione, capifila e fornitori: la catena del valore
Nel cuore del distretto ci sono le aziende “capofiliera” che attraggono competenze e componenti. I numeri mostrano la produzione e il peso industriale.
- Produzione annua delle aziende principali: circa 34.000 auto e oltre 50.000 moto.
- Fatturato aggregato dei capifiliera: circa 12 miliardi di euro.
- Forza lavoro diretta nei brand leader: circa 14.000 persone.
I fornitori costituiscono l’ossatura produttiva della Motor Valley.
- Fornitori direttamente coinvolti nella produzione: 2.944 imprese, con 210.000 addetti e ricavi per 72 miliardi.
- Se si includono servizi e attività collegate: 15.076 aziende, 647.000 dipendenti e 197 miliardi di fatturato.
Perché la Motor Valley ha un vantaggio competitivo
Dietro ai numeri ci sono fattori qualitativi che spiegano la leadership. Le imprese del territorio operano con standard tecnici molto elevati.
Meccanismi che creano valore
- Standard al top: lavorare per i brand di vertice richiede processi e qualità d’eccellenza.
- Effetto rete: conoscenze specialistiche si trasferiscono tra aziende e fornitori.
- Innovazione diffusa: progetti e R&D si moltiplicano grazie alle relazioni industriali.
- Agilità organizzativa: una rete distribuita risponde più velocemente ai cambi di mercato.
La combinazione tra innovazione e flessibilità rende l’area competitiva oggi e sostenibile domani.
Export e performance economiche rispetto alla media nazionale
La propensione all’internazionalizzazione è un punto di forza evidente della Motor Valley.
- Quota di imprese della filiera estesa che esporta: 52%.
- Tra i fornitori diretti la percentuale raggiunge il 78%.
- Indice di internazionalizzazione dei fornitori diretti: 1,2 (su scala 1-5).
- Indice medio della manifattura italiana: 3,2.
Le aziende della filiera mostrano risultati economici migliori rispetto alla media nazionale.
- Ricavi medi fornitori diretti: 74,3 milioni.
- Ricavi medi filiera allargata: 42,1 milioni.
- Ricavi medi manifattura italiana: 19,1 milioni.
- Marginalità operativa lorda media dei fornitori diretti: 29,4%.
Turismo, eventi e formazione: l’ecosistema oltre le fabbriche
La Motor Valley genera valore anche con il turismo e la cultura industriale. Musei, circuiti e manifestazioni attirano visitatori da tutto il mondo.
- Spettatori e visitatori nel 2024: 2,6 milioni.
- Pernottamenti: 3,7 milioni, con il 54% di stranieri.
- Impatto economico diretto superiore a 1,2 miliardi di euro.
Ripartizione dell’indotto:
- Musei e collezioni: 522,6 milioni (circa il 43%).
- Motor Valley Fest: 16,2 milioni.
- Circuiti (Imola, Misano, Varano, Modena): 675 milioni.
I circuiti dell’Emilia-Romagna si affiancano anche ad altri impianti nazionali come Monza, Mugello e Vallelunga.
Formazione specialistica e ricambio generazionale
Un’altra componente fondamentale dell’ecosistema è il sistema educativo dedicato al mondo dei motori.
- MUNER (Motor Valley University of Emilia‑Romagna): circa 265 studenti l’anno in corsi di seconda livello internazionali.
- Motorsport Technical School (MTS): oltre 1.000 tecnici e ingegneri formati; l’80% lavora nel motorsport.
- Collocamento in categorie d’élite: il 13% dei diplomati MTS finisce in MotoGP o Formula 1.
- ITS Maker: 140 studenti all’anno.
- Programmi duali come il progetto DESI, promossi da Lamborghini e Ducati, favoriscono l’ingresso diretto nella filiera.
Complessivamente, sono coinvolti ogni anno circa 5.400 studenti e 130 istituti scolastici in attività legate alla Motor Valley.












