Stellantis Poissy: addio alle auto nel 2028

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Stellantis ha confermato che, entro la fine del 2028, lo stabilimento di Poissy non produrrà più automobili. La decisione segna un cambio di rotta per uno degli impianti storici alle porte di Parigi e apre una fase di profonda trasformazione industriale e sociale.

Poissy si riconverte: dalla catena di montaggio ai componenti

Lo stabilimento non chiuderà del tutto. Verrà trasformato per ospitare attività diverse dalla produzione completa di vetture. L’obiettivo è spostare l’asse produttivo verso la fornitura di pezzi e servizi per il gruppo.

Investimenti e nuove linee

  • Oltre 100 milioni di euro stanziati per la ristrutturazione degli spazi.
  • Installazione di una terza linea di presse per lo stampaggio dei componenti.
  • Realizzazione di un nuovo reparto di verniciatura e rinnovo della carrozzeria.
  • Aggiunta di una linea di assemblaggio motori e di un centro per la stampa 3D.
  • Creazione di una linea per lo smantellamento e il ricondizionamento dei pezzi, in ottica di economia circolare.

Il piano include anche un reparto dedicato alla preparazione di veicoli per usi speciali e un servizio di finitura per le pre‑produzioni. Queste novità mirano a rendere Poissy un polo per attività a valore aggiunto.

Dati storici e produzione attuale dello stabilimento

Lo stabilimento di Poissy è operativo da oltre ottanta anni e ha vissuto fasi di grande espansione. Ai massimi livelli, intorno alla metà degli anni Settanta, l’impianto occupava decine di migliaia di persone. Oggi la situazione è molto diversa.

  • Attivo dal 1938.
  • Picco occupazionale vicino a 27.000 dipendenti intorno al 1976.
  • Attualmente circa 1.925 lavoratori impiegati.
  • Capacità produttiva stimata in circa 90.000 veicoli l’anno.
  • Modelli in produzione: tra gli altri, DS3 e Opel Mokka.

Impatti sul lavoro e strumenti di accompagnamento

Stellantis dichiara la volontà di preservare una parte consistente dell’occupazione, ma la riorganizzazione comporterà cambiamenti per molti dipendenti.

  • Obiettivo di mantenere circa 1.000 posti di lavoro entro il 2030.
  • Creazione di nuove funzioni legate a stampaggio, verniciatura, assemblaggio motori e stampa 3D.
  • Attivazione di programmi di formazione professionale per la riqualificazione del personale.
  • Previste misure per agevolare l’uscita di chi non sarà ricollocato.

Le autorità locali e i sindacati dovranno negoziare dettagli sui piani sociali, i trasferimenti interni e i percorsi di ricollocamento.

Il quadro più ampio: la perdita di capacità produttiva in Francia

La vicenda di Poissy si inserisce in una tendenza più ampia di contrazione industriale nel comparto auto francese. Negli ultimi anni il settore ha perso una parte significativa della propria forza lavoro.

  • Secondo l’istituto statistico Insee, tra il 2010 e il 2023 il settore ha perso circa un terzo degli occupati.
  • Gli addetti sono scesi da circa 425.500 nel 2010 a 286.800 nel 2023.
  • Fattori: mercato interno più debole rispetto al periodo pre‑pandemia, politiche di transizione energetica e delocalizzazioni produttive.

Poissy era l’ultimo sito di assemblaggio nell’Île‑de‑France dopo la chiusura di stabilimenti storici come quelli di Boulogne‑Billancourt e Aulnay.

Utilizzo della capacità e segnali di rischio

Rapporti interni, ripresi dalla stampa francese, evidenziano che alla fine del 2025 l’impianto operava con un utilizzo delle linee inferiore alla soglia necessaria per essere sostenibile.

  • Utilizzo della capacità rilevato intorno al 58% alla fine del 2025.
  • Valore lontano dai livelli necessari per mantenere economicamente efficiente una catena di montaggio auto tradizionale.
  • La mancanza di un nuovo modello assegnato in passato aveva già messo in allerta le parti sociali.

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