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- Andreas Mindt e il ritorno al concetto di “True Volkswagen”
- Dal look “Mad Max” a forme più rassicuranti
- Le richieste dei clienti: semplicità, materiali e comandi
- Brand identity: Volkswagen come scelta popolare e rassicurante
- Caratteri stilistici che definiscono la “vera Volkswagen”
- La “secret sauce”: qualità percepita e sorprese nascoste
- Esempi pratici: interfaccia, grafica e elementi nostalgici
Andreas Mindt ha avviato un cambiamento evidente nel design Volkswagen. Dal 2023 il designer belga sta riscrivendo linee e dettagli per riportare il marchio verso una identità riconoscibile. I nuovi modelli e le concept mostrano questa direzione: semplicità, qualità e un tono meno aggressivo.
Andreas Mindt e il ritorno al concetto di “True Volkswagen”
Arrivato per sostituire Jozef Kabaň, Mindt è oggi capo dello stile dell’intero Gruppo. La sua priorità è riallineare i prodotti alle aspettative dei clienti.
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Il progetto non è solo estetico. È strategico. In tempi incerti, tra inflazione e conflitti, il design può dare orientamento e fiducia.
Dal look “Mad Max” a forme più rassicuranti
Secondo il nuovo corso, troppe auto adottano un’estetica aggressiva. Volkswagen sceglie la strada opposta.
Il messaggio è chiaro: anche una GTI può comunicare gioia e non ostilità. L’obiettivo è un linguaggio positivo, meno scenografico e più accessibile.
Le richieste dei clienti: semplicità, materiali e comandi
Le ricerche di mercato hanno mostrato bisogni concreti. I clienti vogliono:
- design pulito e leggibile;
- più comandi fisici per facilità d’uso;
- materiali migliori e sensazione di qualità.
Questi elementi migliorano la percezione del marchio e aumentano la soddisfazione degli utenti.
Brand identity: Volkswagen come scelta popolare e rassicurante
Il focus resta il brand. Volkswagen si rivolge a una platea ampia.
I valori chiave sono sicurezza, comfort e affidabilità. Altri marchi del gruppo possono essere più estremi. Volkswagen deve piacere al grande pubblico.
Il futuro vedrà interni più curati, esperienza utente migliorata e software integrato. La futura ID.1 punterà su una nuova architettura e una UX più fluida.
Caratteri stilistici che definiscono la “vera Volkswagen”
La stance e l’architettura del veicolo
Per Mindt la base è la stance: corpo snello e carreggiata larga. Questa impostazione dà stabilità visiva e dinamica.
Esempi storici, come il Maggiolino e la Golf GTI del 1976, incarnano questa filosofia: passaruota marcati e silhouette raccolta.
Dettagli che fanno la differenza
I piccoli elementi costruiscono l’identità complessiva. Un esempio attuale è la grafica dei gruppi ottici posteriori della ID Polo.
Denominati informalmente “bicchieri da whisky”, questi fari producono una continuità visiva e una sensazione di completezza nel design.
La “secret sauce”: qualità percepita e sorprese nascoste
La strategia include una serie di accorgimenti per suscitare un effetto “wow”.
- Rivestimenti e materiali con finiture superiori.
- Dotazioni che sorprendono per il rapporto qualità-prezzo.
- Una sportività implicita, non ostentata.
Questa sportività nascosta consente a vetture quotidiane di offrire piacere di guida senza essere aggressive.
Esempi pratici: interfaccia, grafica e elementi nostalgici
Tra gli spunti concreti c’è la cosiddetta “retro skin” del quadro strumenti delle nuove ID. È una scelta grafica che richiama il passato in modo giocoso.
Questi tocchi aumentano l’empatia con il cliente e rafforzano l’identità del modello.












