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- Rho e la prova su strada della Hyundai Nexo: dati e prime impressioni
- Come funziona una vettura a idrogeno: la fuel cell spiegata in modo semplice
- Economia del rifornimento: quanto costa fare il pieno
- Sostenibilità dell’idrogeno: i colori e cosa significano
- Diffusione e numeri: vendite, stazioni e il caso Italia
- Oltre le auto: logistica, sharing e scenari industriali
- Ostacoli pratici e opportunità per il futuro
A Rho, alle porte di Milano, è arrivata una nuova stazione per il rifornimento di idrogeno. L’abbiamo provata in anteprima con la Hyundai Nexo e la sensazione è stata chiara: il rifornimento è veloce, la tecnologia va raccontata e l’infrastruttura è ancora agli inizi in Italia.
Rho e la prova su strada della Hyundai Nexo: dati e prime impressioni
La nuova stazione di Rho realizzata da Milano Serravalle – Milano Tangenziali completa le poche aperture già attive nel Paese. Durante il test con la Hyundai Nexo abbiamo collegato la pistola e avvertito il flusso a 700 bar. Il rabbocco richiede pochi minuti: è possibile un pieno in circa 5 minuti.
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Secondo i dati di casa, la Nexo immagazzina 6,7 kg di idrogeno e offre un’autonomia dichiarata di
826 chilometri. Questi numeri trasformano il rifornimento in una pratica simile al pieno tradizionale, ma con motorizzazione elettrica a bordo.
Come funziona una vettura a idrogeno: la fuel cell spiegata in modo semplice
Un’auto a idrogeno è, nel funzionamento, una elettrica. La differenza è la fonte di energia a bordo. L’idrogeno funge da vettore, non da combustibile diretto.
Il processo in tre passaggi
- Immagazzinamento: l’idrogeno è contenuto in bombole ad alta pressione.
- Generazione: nelle celle a combustibile l’idrogeno si combina con l’ossigeno.
- Propulsione: la reazione produce elettricità che aziona il motore elettrico.
Il risultato è emissione di solo vapore acqueo. Al termine del test abbiamo visto gocciolare acqua dagli scarichi: nulla di più semplice e pulito.
Economia del rifornimento: quanto costa fare il pieno
I prezzi dell’idrogeno in Italia non sono ancora stabili. Tra accise incerte e mercati in evoluzione, il costo si aggira oggi tra i 15 e i 20 euro al chilo.
- Consumo dichiarato Nexo: 6,7 kg per 826 km.
- Costo stimato per pieno: 100–134 euro.
- Equivalente per 100 km: circa 12–16 euro.
Questi valori permettono un confronto immediato con veicoli a combustione e con le elettriche a batteria, tenendo conto di tariffe e infrastrutture locali.
Sostenibilità dell’idrogeno: i colori e cosa significano
L’impatto ambientale dell’idrogeno dipende dal metodo di produzione. Per questo si parla spesso di “colori” dell’idrogeno.
- Verde: prodotto tramite energie rinnovabili; è la soluzione più pulita.
- Blu: derivato dal metano con cattura e stoccaggio del carbonio (CCS).
- Grigio: ottenuto dal metano senza cattura; è il più diffuso e inquinante.
- Viola/Nucleare: prodotto con energia nucleare; ha impatti diversi a seconda del mix energetico.
In pratica, il valore ambientale di un pieno dipende dalla provenienza dell’idrogeno. Finché la quota verde resta bassa, il beneficio climatico è limitato.
Diffusione e numeri: vendite, stazioni e il caso Italia
Il mercato globale dell’idrogeno su quattro ruote resta di nicchia. Nel 2025 sono state vendute 16.011 vetture a idrogeno.
- Cina: 7.797 unità.
- Corea del Sud: 6.862.
- Europa: 566.
- Italia: 43 auto circolanti.
In Italia le stazioni attive sono poche. Prima di Rho esistono impianti a:
- Bolzano
- Mestre
- Carugate
Rho è prevista in funzione verso fine giugno. Grazie a risorse del PNRR, entro l’anno sono attese altre 32 stazioni, che favorirebbero la diffusione commerciale.
Oltre le auto: logistica, sharing e scenari industriali
L’idrogeno serve anche per mezzi pesanti e progetti industriali. Hyundai, ad esempio, ha in servizio 165 camion Xcient in vari Paesi europei per testare la logistica a fuel cell.
I vantaggi visti dalle case includono:
- rifornimento rapido;
- adattabilità a flotte condivise e servizi di mobilità autonoma;
- possibilità di scalare l’infrastruttura ai trasporti pesanti.
Alcune Case, come la Toyota, ipotizzano che l’idrogeno possa sostituire il diesel in certi settori entro il 2035. Altre aziende, invece, sono più caute o hanno orientamenti diversi.
Ostacoli pratici e opportunità per il futuro
Le principali barriere oggi sono l’infrastruttura limitata e il mix energetico per la produzione. Costi di impianto, normative e incentivi pubblici restano fattori determinanti.
- Incentivi pubblici e PNRR possono accelerare le aperture di stazioni.
- Il prezzo dell’idrogeno dovrà scendere per competere su larga scala.
- La produzione verde rappresenta la chiave per rendere l’idrogeno realmente sostenibile.












