Furti di rame alle colonnine Enel in Sicilia: arrestati i ladri seriali

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Due ladri fermati dopo una lunga serie di colpi alle colonnine di ricarica: la Mobile li ha bloccati durante il decimo episodio. Le indagini hanno ricostruito notti di blitz e guadagni illeciti, con un impatto significativo sulle infrastrutture elettriche siciliane.

Arresti e accuse: dettagli dell’operazione

Su disposizione della Procura, gli agenti hanno eseguito misure cautelari domiciliari per due uomini, di 54 e 34 anni. Sono accusati di numerosi reati, in particolare di furto aggravato in concorso. Le forze dell’ordine li ritengono responsabili di ripetuti assalti alle colonnine Enel collocate tra Catania e Siracusa.

Modalità dei furti e ripetitività dei reati

Agivano nelle ore notturne, in modo rapido e mirato. Gli investigatori descrivono un gesto sistematico: tagliare i cavi e asportare il rame dalle stazioni ad alta potenza. I due risultano recidivi, già coinvolti in precedenti saccheggi ad una cabina elettrica.

Passaggi ricorrenti dell’azione criminale

  • individuazione della colonnina isolata;
  • intervento notturno e uso di attrezzi per tranciare i cavi;
  • trasporto del materiale via veloce verso il mercato nero;
  • rivendita a compratori locali o intermediari.

Impatto economico e operatività delle infrastrutture

Il fenomeno ha assunto dimensioni rilevanti. Secondo ricostruzioni recenti, danni per circa 1,4 milioni di euro in 12 mesi sono stati attribuiti a simili azioni. Le stazioni più colpite sono quelle tra i 50 e i 149 kW e le HPC (oltre 150 kW).

  • Valore medio del rame per cavo: 100–150 euro.
  • Danno immediato stimato per evento: circa 3.000 euro per l’operatore.
  • Ripercussioni per gli automobilisti: interruzioni di servizio e disagi.

Perché le colonnine ad alta potenza sono nel mirino

Le stazioni avanzate hanno cavi integrati e tecnologie sofisticate. Questo le rende bersagli appetibili: il rame è facilmente asportabile e rivendibile. L’offerta sul mercato nero sostiene il reato, trasformando il materiale in denaro.

Conseguenze per operatori e utenti

I gestori subiscono non solo costi economici ma anche un danno d’immagine. Gli interventi di ripristino richiedono tecnici specializzati e temporanee chiusure. Gli utenti, nel frattempo, perdono fiducia nella rete di ricarica.

  • Tempi di riparazione più lunghi per caricatori HPC.
  • Aumento dei costi di manutenzione e sicurezza.
  • Potenziale rallentamento della diffusione dei veicoli elettrici.

La risposta delle autorità e le prossime mosse

Le forze dell’ordine intensificano i controlli notturni vicino alle infrastrutture critiche. Le misure includono monitoraggi mirati e cooperazione con i gestori delle reti.

Interventi in corso

  • maggiore presenza delle pattuglie nelle aree sensibili;
  • scambi di informazioni tra pubblico e privato;
  • valutazione di sistemi di videosorveglianza e allarmi dedicati.

Il circuito illecito del rame

Dietro questi reati c’è una filiera che parte dall’asporto e arriva alla vendita clandestina. Il rame tranciato viaggia su canali non ufficiali e finisce in mercati dove è difficoltoso risalire ai reali acquirenti.

  • Intermediari che acquistano il materiale a prezzo ribassato.
  • Trasformazione e rilavorazione per la rivendita.
  • Riciclaggio di profitti difficili da tracciare.

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