Pagani, l’elettrica mai nata: mi piaceva ma non interessava a nessuno

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Sul palco di Ignition, Horacio Pagani ha raccontato retroscena inediti sulla sua azienda e su un progetto che non ha mai visto la luce: un’hypercar elettrica sviluppata in parallelo con la Utopia. La rivelazione ha acceso il dibattito sulla transizione alla mobilità elettrica e sul ruolo delle piccole aziende artigiane nel futuro dell’auto.

Il progetto elettrico segreto e la sua evoluzione

Nei laboratori di San Cesario sul Panaro, lo sviluppo della Utopia ha viaggiato accanto a un altro filone. Pagani e il suo team hanno lavorato a un’idea di hypercar elettrica fino al 2022. I test e le ricerche sono stati intensi. Ma il prototipo non è passato dalla fase di sviluppo alla produzione.

Perché la Pagani elettrica non è stata lanciata

La decisione non è stata tecnica. È stata di mercato e di sostenibilità economica. Pagani ha sottolineato che, pur avendo investito tempo e risorse, la casa è troppo piccola per sostenere progetti che non trovano clienti.

  • Mancanza di interesse commerciale: il pubblico non ha dimostrato domanda sufficiente.
  • Rischio finanziario: i costi di ricerca non si sarebbero recuperati.
  • Tempismo: secondo Pagani, quel momento non era ancora maturo per la sua visione.

Nonostante tutto, non ha chiuso la porta alla tecnologia. Ha citato con apprezzamento la Pininfarina elettrica, definendola bella e performante.

Incontri e ammirazione: il rapporto con Giugiaro

Pagani ha raccontato aneddoti personali durante l’intervista. Tra il pubblico era presente Giorgetto Giugiaro, icona del design automobilistico. Pagani ha ammesso con un sorriso che da giovane non fu assunto da Giugiaro. Tuttavia, quella esperienza è stata per lui fonte di insegnamento.

Per Pagani, incontrare chi ha segnato la storia dell’auto è un dovere. Quelle storie alimentano la passione e la professionalità.

Il lusso visto da Pagani: tempo, esperienza e “inutilità”

Pagani offre una definizione di lusso lontana dal denaro. Per lui il lusso riguarda il tempo e le esperienze. Un esempio: svegliarsi e poter andare in bicicletta, quando prima non si aveva tempo.

Parlando delle proprie auto, Pagani è netto. Le definisce costose e, in senso pratico, inutili. Non svolgono compiti necessari come un’ambulanza. Eppure hanno un valore culturale e tecnologico. L’azienda investe in ricerca che poi trova applicazioni anche in altri settori.

La critica alla narrazione sull’elettrico e alla filiera

Pagani ha espresso riserve sulla transizione raccontata dai media e dalle istituzioni. Secondo lui, il tema dell’auto elettrica è diventato spesso ideologico.

Le conseguenze per l’industria

  • Pressioni per arrivare al 100% elettrico entro il 2035.
  • Impatto sulla filiera automobilistica tradizionale.
  • Contraddizioni legate alla produzione energetica ancora basata su fonti fossili.

Pagani invita a guardare con più attenzione alle implicazioni pratiche della transizione. Il rischio è di compromettere competenze e posti di lavoro.

One-off e regole: l’appello per più libertà creativa in Italia

Nel finale del suo intervento, Pagani ha lanciato un messaggio politico e culturale. In molti Paesi è semplice modificare o personalizzare una vettura. In Italia, invece, i vincoli legali rendono quasi impossibile realizzare one-off come un tempo.

  • Il divieto o la burocrazia ostacolano la customizzazione.
  • Le restrizioni frenano investimenti e passione.
  • Consentire più libertà potrebbe creare lavoro e stimolare il tessuto industriale.

Pagani sostiene che favorire le one-off non sarebbe soltanto un gesto nostalgico. Sarebbe un modo per mantenere viva la creatività e per attirare capitali e competenze nel settore automobilistico italiano.

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