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Un appello duro e senza fronzoli dai Giugiaro ha acceso il dibattito a Vairano: tra pochi anni il volto dell’auto in Europa potrebbe cambiare radicalmente. Padre e figlio hanno messo in guardia politica e industria, sostenendo che lo spostamento di potere verso la Cina è già avviato e richiede risposte rapide.
Il monito al Quattroruote Ignition: cosa è stato detto
Durante la serata per il settantesimo di Quattroruote, Giorgetto e Fabrizio Giugiaro sono saliti sul palco per raccontare la loro visione del futuro dell’automotive. Intervistati da Gianluca Gazzoli, hanno sottolineato come l’Europa non detenga più il vantaggio progettuale di un tempo.
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Secondo i relatori, il rischio è concreto: se non si cambiano approcci e politiche, il mercato europeo potrebbe ritrovarsi a guidare soprattutto auto cinesi nel giro di pochi anni. Hanno accusato i sistemi pubblici di non capire la nuova geografia industriale e hanno lanciato un richiamo all’azione.
Perché la Cina avanza così in fretta
I Giugiaro hanno spiegato che la Cina ha puntato su un modello pragmatico e rapido. Non è solo una questione di costi.
- Produzione e scala: investimenti massicci nelle catene produttive.
- Focus sul prodotto: meno ossessioni sul valore storico del marchio.
- Ecosistema completo: tecnologie, fornitori e centri di ricerca coordinati.
- Formazione stilistica: centri design ampi e collaborazioni con studi esterni.
In sintesi, la Cina ha costruito un ambiente che favorisce l’innovazione rapida e l’applicazione industriale su larga scala. Per i Giugiaro questo spiega la loro capacità di apprendere e poi superare i concorrenti.
Due strade per l’Europa: proteggersi o allearsi
Di fronte all’ascesa asiatica, la proposta illustrata è netta e si divide in due alternative opposte.
- Erigere barriere: limitare l’ingresso dei marchi esteri, come fanno gli Stati Uniti.
- Cercare alleanze: avviare joint venture e collaborazioni con gruppi cinesi.
Fabrizio Giugiaro ha puntato sulla seconda via, ipotizzando che fra cinque anni molti automobilisti europei sceglieranno vetture cinesi per la loro qualità complessiva, non solo per il prezzo.
Il nodo delle scelte politiche sull’elettrico
Un altro tema caldo toccato dal duo riguarda le direttive pubbliche sul passaggio all’elettrico. I Giugiaro hanno definito artificiose alcune imposizioni recenti, come il divieto di sviluppare nuovi motori termici.
Hanno messo in evidenza che il percorso cinese è stato lungo e pianificato: vent’anni di lavoro sull’elettrico hanno creato un ecosistema industriale solido, pronto ora ad evolvere in soluzioni ibride o di autonomia estesa.
La situazione italiana: talenti in fuga e carenza di ricambio
Sul piano nazionale, la critica è rivolta soprattutto alla fragilità del sistema di supporto alle imprese e alla formazione tecnico-creativa.
- Mancanza di ricambio generazionale tra ingegneri e designer.
- Scarsa capacità delle scuole di trattenere i talenti nel paese.
- Limitati incentivi per progetti imprenditoriali su larga scala.
I Giugiaro citano esempi isolati di eccellenza, come la rinascita del marchio Bizzarrini curata dallo studio GFG, ma la definiscono un’eccezione rispetto a una tendenza più ampia.
Misure pratiche suggerite per reagire
Per invertire la rotta, i relatori hanno indicato alcune leve operative, pragmatiche e subito attuabili.
- Investimenti mirati in ricerca e sviluppo.
- Incentivi per partenariati internazionali e joint venture.
- Programmi di formazione per giovani progettisti e ingegneri.
- Sostegno pubblico all’imprenditoria e alle startup automotive.
- Maggiore dialogo tra istituzioni, università e industria.
Queste proposte puntano a recuperare velocità competitiva senza rinunciare alla qualità del design e dell’ingegneria europea.












