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La nuova Ferrari Luce ha scatenato un confronto acceso che non riguarda solo l’essere elettrica, ma il suo aspetto estetico. Al centro del dibattito, durante l’evento Ignition organizzato da Quattroruote a Vairano per i 70 anni della testata, sono emerse posizioni molto diverse su design, identità del marchio e rischi di cambiamento.
Ignition: la piattaforma dove la Luce è diventata tema centrale
Alla festa di Quattroruote la Luce non è passata inosservata. Tra appassionati, influencer e addetti ai lavori, il confronto è stato serrato. L’attenzione si è spostata dal motore alla forma, con dibattiti che hanno coinvolto nomi del design e dell’orologeria.
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Il messaggio ricorrente: la Ferrari rimane un simbolo molto sentito. Ogni variazione stilistica viene letta come un cambiamento d’identità.
Design e orologeria: un paragone che fa discutere
Il punto di vista dell’orologeria
Beppe Ambrosini, figura nota nell’alta orologeria, ha tracciato un paragone suggestivo. Ha ricordato come, nel mondo dei segnatempo, la scelta di materiali e designer abbia creato rivoluzioni. L’esempio del Nautilus e del designer Gerald Genta è stato evocato per sottolineare che la selezione del progettista conta quanto la visione.
Secondo Ambrosini, esistono talenti nel design italiano che avrebbero potuto essere coinvolti in un progetto così delicato.
Difensori del progetto: Ive, funzionalità e coraggio
La difesa dell’innovazione
Tra i sostenitori della Luce c’è chi difende la scelta di Jony Ive. L’argomento chiave è che Ive ha ripensato gli interni con un approccio funzionale e originale, portando una visione che pochi altri avrebbero saputo offrire.
Un contributo popolare al dibattito ha paragonato la portata della scelta a quella di modelli che hanno rotto gli schemi nel passato. Per alcuni, la sperimentazione è necessaria per non restare indietro.
Non è mancata una provocazione: confrontare l’impatto estetico della Luce con veicoli radicali come il Cybertruck, per dire che la rivoluzione può sorprendere ma attirare attenzione.
Perplessità tecniche e culturali: quali rischi corre Ferrari?
Le critiche non sono solo estetiche. I timori principali riguardano l’affidamento del progetto a team con poca esperienza automobilistica.
- Rischio tecnico: l’auto è un prodotto complesso e richiede competenze specifiche.
- Perdita di identità: cambiare troppo lo stile può allontanare la base storica dei clienti.
- Uniformità del mercato: alcuni temono che l’elettrico porti a una sequenza di modelli simili tra loro.
Alessandro Lago, direttore di Quattroruote, ha sintetizzato così la situazione: la scelta è coraggiosa e volutamente disruptive, ma non priva di divisioni interne a Maranello. Ha riconosciuto il valore degli interni firmati Ive e manifestato riserve sugli esterni attribuiti a Mark Newson.
Che cosa resta in gioco: mercato, stile e fedeltà al marchio
Alla fine la discussione sposta l’attenzione sul giudizio più inattaccabile: quello del mercato. Le opinioni sono polarizzate, ma tutti concordano che la Luce rappresenta un punto di svolta.
- Il pubblico deciderà se l’audacia di Ferrari sarà premiata.
- Il rischio è che la controversia oscuri l’innovazione tecnologica sottostante.
- Il confronto tra tradizione e modernità rimane aperto.












