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- Il contratto, la durata e gli obiettivi economici
- Il satellitare: CubeSat 16U e strumentazione a bordo
- Perché puntare alle orbite Very Low Earth Orbit (VLEO)
- La soluzione tecnica: propulsione elettrica e autonomia
- Chi collabora: il consorzio guidato da Officina Stellare
- Impatto potenziale su osservazione terrestre e costellazioni
L’Agenzia Spaziale Italiana ha affidato a Officina Stellare un incarico importante: sviluppare una missione sperimentale per l’osservazione terrestre in orbita molto bassa. Il progetto punta a provare tecnologie che potrebbero cambiare il modo di ottenere immagini ad alta risoluzione dallo spazio.
Il contratto, la durata e gli obiettivi economici
Il valore dell’accordo supera i 7 milioni di euro. Il programma ha una tempistica stimata di circa 40 mesi. Le attività coprono progettazione, costruzione e dimostrazione in orbita.
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- Budget: oltre 7 milioni di euro.
- Durata: ~40 mesi.
- Fasi principali: design definitivo, test a terra, lancio e commissioning orbitale.
- Timeline iniziale: le prime fasi previste entro la fine del 2026.

Il satellitare: CubeSat 16U e strumentazione a bordo
La piattaforma scelta è un CubeSat da 16U. Sarà predisposto per dimostrare tecnologie abilitanti per ВLEO e per l’osservazione multispettrale.

Componenti principali
- piastra bus CubeSat 16U;
- strumento multispettrale per immagini ad alta risoluzione;
- sistema di propulsione elettrica per contrastare il drag atmosferico;
- software per autonomia operativa e pianificazione on-board.
Lo scopo è verificare che sensori compatti possano restituire immagini dettagliate, riducendo massa e dimensioni del veicolo.
Perché puntare alle orbite Very Low Earth Orbit (VLEO)
Le orbite VLEO si trovano indicativamente tra 200 e 450 km di quota. Operare più vicino alla Terra porta vantaggi fotografici e tecnici.

- maggiore risoluzione spaziale con ottiche più piccole;
- possibilità di costruire satelliti più leggeri ed economici;
- potenziale per costellazioni con capacità migliorate.
Il principale svantaggio è il residuo atmosferico. Anche a quote molto basse l’attrito rallenta il satellite. Senza correzioni continue, il veicolo perderebbe quota.
La soluzione tecnica: propulsione elettrica e autonomia
Per mantenere la traiettoria in VLEO, EarthNext utilizzerà sistemi di propulsione elettrica. Questi sistemi compensano il drag atmosferico in modo efficiente.
Funzioni chiave del sistema di bordo
- controllo dell’orbita: correzioni periodiche per contrastare il decadimento;
- autonomia operativa: software per pianificare e gestire attività in orbita;
- monitoraggio sensori: gestione dati multispettrali e downlink ottimizzato.
Chi collabora: il consorzio guidato da Officina Stellare
Officina Stellare coordinerà un team di istituzioni e aziende italiane. L’obiettivo è sfruttare competenze nazionali per progettare e realizzare la missione.
- Università degli Studi di Napoli Federico II;
- TSD-SpaceID;
- T4i;
- AIKO;
- Planetek Italia.
Il gruppo lavorerà su piattaforma, sistemi di bordo, software e integrazione fra payload e bus.
Impatto potenziale su osservazione terrestre e costellazioni
Se la dimostrazione avrà esito positivo, le tecnologie testate potrebbero essere adottate in missioni operative e costellazioni commerciali.
- Aumento della qualità delle immagini con sistemi più compatti;
- Riduzione dei costi per unità grazie a satelliti più piccoli;
- Maggiore frequenza di aggiornamento delle aree osservate.
In sintesi, EarthNext punta a dimostrare che la VLEO è praticabile e vantaggiosa per l’osservazione della Terra.












