Gasolio sotto i 2 euro: possibile solo a queste condizioni

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Le pompe continuano a segnare prezzi che pesano sul bilancio delle famiglie. Per capire se il caro carburante è destinato a durare o può tornare a livelli più tranquilli, abbiamo raccolto le osservazioni di Gianni Murano, presidente di Unem (Unione energie per la mobilità). I suoi commenti offrono uno sguardo su cause, numeri e possibili scenari per benzina e gasolio.

Come si compone oggi il prezzo di benzina e gasolio

Il prezzo finale alla pompa deriva da più voci che si sommano in modo significativo. Le imposte restano la parte più pesante.

Display di una pompa di carburante che mostra il prezzo al litro
Il prezzo alla pompa è composto da accise, IVA, materia prima e costi di filiera.

  • Accise e IVA: rappresentano oltre la metà del prezzo pagato dal consumatore.
  • Materia prima: la quota legata alle quotazioni internazionali vale tra il 37% e il 48% del totale.
  • Costi di filiera: distribuzione, margine dei gestori e oneri vari pesano intorno all’8-10%.
  • Cambio euro-dollaro: influisce sulla bolletta perché petrolio e prodotti raffinati sono quotati in dollari.

Negli ultimi mesi un lieve apprezzamento dell’euro ha determinato un beneficio stimabile in alcuni centesimi al litro.

Perché il gasolio tende a rimanere più caro della benzina

Il differenziale tra diesel e benzina non è solo una percezione. Alla base ci sono elementi strutturali profondi.

  • Dal 2022 le sanzioni e la riduzione delle forniture russe hanno spinto il diesel a quotazioni superiori di 5-15 cent/l rispetto alla benzina.
  • L’Europa ha perso capacità di raffinazione: circa il 20% negli ultimi 15 anni.
  • La dipendenza dalle importazioni di diesel è aumentata, rendendo il mercato sensibile a shock di fornitura.
  • L’equiparazione delle aliquote d’accisa dal 1° gennaio 2026 ha reso più evidente la differenza nei prezzi al consumo.

Da quando è iniziata la guerra, il gasolio ha registrato rialzi superiori a quelli della benzina. Le cause sono prevalentemente legate all’offerta e alla raffinazione, non a singoli comportamenti speculativi.

Scenario: si può tornare sotto i 2 euro al litro?

Un ritorno stabile sotto i 2 euro al litro è plausibile, ma condizionato da variabili esterne e interne.

Impianto di raffinazione petrolifera con strutture industriali
La carenza di capacità di raffinazione europea influisce sui prezzi del gasolio.

Se le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e altrove si attenuassero, e se le quotazioni internazionali tornassero a livelli più tranquilli, i prezzi alla pompa potrebbero calare gradualmente.

Tuttavia, anche con petrolio più economico, la carenza di capacità di raffinazione e problemi logistici potrebbero mantenere il gasolio su livelli più alti rispetto alla benzina.

Accise, interventi temporanei e ipotesi di riforma fiscale

Il governo ha adottato tagli temporanei delle accise per attenuare l’impatto sui consumatori. Queste misure sono però limitate nel tempo.

Molte voci concordano che serva una riforma più strutturale della fiscalità sui carburanti. Alcune linee possibili:

  • un sistema fiscale che supporti la decarbonizzazione;
  • incentivi per carburanti a minore impronta carbonica;
  • misure per sostenere gli investimenti industriali nella raffinazione e nelle alternative rinnovabili.

Secondo Murano, le misure temporanee sono utili nelle emergenze, ma non risolvono le fragilità della filiera.

Accise, interventi temporanei e ipotesi di riforma fiscale — Il governo ha adottato tagli temporanei delle accise per attenuare l’impatto sui consumatori. Queste misure sono però limitate nel tempo. Molte voci concordano che serva una riforma più strutturale della fiscalità sui

Prezzi: aumenti rapidi e ribassi lenti, è davvero così?

La percezione di aumenti immediati e ribassi graduali è diffusa. I dati però raccontano una storia più complessa.

Studi recenti, compresi rapporti di istituzioni europee, mostrano che l’effetto non è sempre sistematico. Quando emergono anomalie, gli organismi di vigilanza intervengono.

La componente finanziaria amplifica la volatilità, ma i principali driver nelle crisi recenti sono stati attacchi a infrastrutture, guasti nella raffinazione e problemi logistici.

Speculazione e strumenti di contenimento

La finanza contribuisce alla variabilità dei prezzi. Tuttavia, non è l’unica causa delle impennate.

Per limitare l’impatto della volatilità servono azioni concrete:

  • maggiore sicurezza degli approvvigionamenti;
  • raffinazione europea competitiva;
  • diversificazione delle fonti di rifornimento.

Cosa può influire sui prezzi nei prossimi 12–24 mesi

I fattori che guideranno salite e discese sono noti, ma il loro peso dipenderà dall’evoluzione geopolitica e industriale.

  • Possibili ribassi: de-escalation geopolitica, euro più forte, ripresa della capacità di raffinazione.
  • Possibili rialzi: nuove crisi internazionali, interruzioni nelle rotte commerciali, ulteriori problemi nella raffinazione.

La variabile decisiva rimane la disponibilità di prodotti raffinati, specialmente gasolio e jet fuel. Le politiche europee sulla decarbonizzazione influenzeranno anche la sostenibilità economica per famiglie e imprese.

Transizione energetica e ruolo dei carburanti alternativi

Per bilanciare obiettivi climatici e costi per i cittadini è necessaria una strategia pragmatica.

Un approccio basato sulla neutralità tecnologica può valorizzare più soluzioni contemporaneamente.

  • Biocarburanti: riducono l’impronta carbonica e possono sfruttare la rete esistente.
  • Carburanti rinnovabili: utili per settori difficili da elettrificare, come aviazione e trasporto pesante.
  • Investimenti in raffinazione europea per aumentare resilienza e forniture.

Secondo Murano, solo combinando politiche industriali e incentivi fiscali si potrà garantire una transizione equa e sostenibile.

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