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Un nuovo sistema di ottica adattiva chiamato Ekarus è entrato in funzione al telescopio Copernico di Asiago, portando una svolta nella qualità delle immagini astronomiche ottenute dal più grande strumento ottico in Italia. Le prime notti di prova hanno mostrato correzioni in tempo reale delle distorsioni atmosferiche e un netto salto nella risoluzione, aprendo prospettive per ricerca e formazione.
Ekarus al telescopio Copernico: cosa cambia per l’astronomia italiana
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Il sistema è stato montato sul telescopio Copernico, dotato di uno specchio primario da 1,82 metri. Si tratta del primo sistema di questo tipo installato su un telescopio italiano.

Le prime osservazioni utili sono state effettuate il 31 agosto e il 1° settembre. Durante quelle notti sono state puntate stelle molto luminose e alte sull’orizzonte, tra cui Beta Cassiopeiae.
Il progetto è nato nel luglio 2025 grazie a una collaborazione internazionale tra INAF, ONERA e il Laboratoire d’Astrophysique de Marseille. Parte dell’elettronica e del controllo deriva da Papyrus, un precedente sistema sperimentale francese.
Tecnologia in campo: come Ekarus combatte la turbolenza
L’atmosfera terrestre distorce continuamente i fronti d’onda della luce stellare. Questo causa immagini mosse e perdita di dettaglio anche con telescopi ben costruiti.

Ekarus usa un sensore che misura in tempo reale la deformazione del fronte d’onda. Un calcolatore elabora le correzioni e le invia a uno specchio deformabile.
- Rilevamento: il sensore monitora le deformazioni atmosferiche.
- Elaborazione: il sistema compute decide la correzione ottimale.
- Correzione: uno specchio comandato modifica la forma per compensare le turbolenze.
Lo specchio è mosso da circa 450 attuatori. Questi possono aggiornare la superficie fino a mille volte al secondo, permettendo correzioni molto rapide.
Risultati iniziali: nitidezza e numeri chiave
Nelle prime prove Ekarus ha concentrato la luce stellare che prima si distribuiva su alcuni arcosecondi. Il risultato si è avvicinato al limite teorico del Copernico.
Nel visibile il limite del telescopio è di circa 0,085 arcosecondi. Le osservazioni preliminari hanno mostrato un miglioramento della risoluzione stimato in 10-20 volte.
Il sistema si è dimostrato stabile durante le notti di test e ha risposto efficacemente alle richieste di correzione in tempo reale.
Piattaforma sperimentale: formazione e sviluppo tecnologico
Ekarus è pensato anche come banco di prova sul cielo. L’obiettivo è testare nuove idee di ottica adattiva prima di applicarle a telescopi di dimensioni maggiori.
Il sistema sarà utilizzato per la formazione pratica di giovani ricercatori. Dal 26 al 30 ottobre è prevista una scuola specializzata dove trenta dottorandi lavoreranno direttamente con lo strumento durante le osservazioni notturne.
Prossime fasi: algoritmi avanzati e nuovi sensori
Le attività successive includono una serie di test mirati e l’integrazione di nuove tecnologie.
- Sperimentazione di algoritmi basati su reti neurali per ricostruire le distorsioni atmosferiche.
- Attivazione di un canale infrarosso per estendere le capacità osservative.
- Prove con un nuovo tipo di sensore del fronte d’onda.
Sessioni osservative addizionali sono previste verso la fine di settembre per validare questi sviluppi e affinare le prestazioni del sistema.











