Sistema europeo per il volo umano nello spazio: l’ESA lo proporrà ai ministri a Roma

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Un possibile balzo in avanti per l’autonomia spaziale europea arriva sulle scrivanie dei ministri: a dicembre, durante la riunione ministeriale di Roma, potrebbe essere messo in votazione un piano per lanciare astronauti con mezzi interamente europei. L’ESA ha infatti presentato proposte e scenari che ora attendono il via libera politico.

Il pacchetto per il volo umano che sarà sul tavolo dei ministri

Il Direttore Generale dell’ESA, Josef Aschbacher, ha confermato che l’Agenzia ha preparato un pacchetto completo per il volo umano. L’offerta include:

Modello di capsula spaziale e tavolo tecnico con appunti
Bozza di capsula europea per il trasporto equipaggio inclusa nel pacchetto proposto all’IMM26.

  • un lanciatore europeo;
  • una capsula europea per il trasporto equipaggio;
  • tutte le operazioni gestite da servizi e team europei, dal sistema di fuga al recupero;
  • destinazioni in orbita bassa terrestre.

Questa bozza è stata richiesta dagli Stati membri all’ESA e sarà sottoposta ai ministri durante l’IMM26 a Roma il 15 dicembre. La decisione finale spetta ai governi.

Priorità strategiche: LEO, Luna e Marte

La base del piano è la proposta denominata Europe’s Future in Space Exploration. Essa risponde alle tre priorità indicate dagli Stati membri durante l’International Space Summit di Parigi: restare attivi in orbita bassa dopo l’ISS, intensificare le attività lunari e guardare a Marte.

L’approccio è pensato per essere scalabile e sostenibile dal punto di vista finanziario. L’idea è bilanciare autonomia tecnologica europea e collaborazione internazionale, lasciando margini di espansione a seconda delle risorse disponibili.

Tempistiche ministeriali e vincoli di budget

L’IMM26 è un passaggio intermedio. Le scelte di programma e stanziamento principali rimangono previste per la grande Ministeriale del 2028 (CM28).

A Roma si possono avviare soltanto i lavori preparatori con i fondi già stanziati. Le decisioni definitive sui nuovi investimenti arriveranno quindi più avanti.

Ariane 6: stato tecnico, calendario e numero di lanci

Dal 27 agosto Ariane 6 è fermo dopo un malfunzionamento a una turbopompa. I test sul componente mostrano risultati positivi e la direzione ESA parla di un problema risolvibile.

Razzo Ariane 6 in rampa di lancio durante ispezione tecnica
Ariane 6 è fermo per verifiche dopo il malfunzionamento alla turbopompa.

  • Rientro in volo atteso a novembre con una missione commerciale per Amazon.
  • Dicembre dovrebbe vedere il lancio di MetOp-SG, già trasferito alla base di lancio.
  • Per il 2026 sono previsti in totale sei lanci, contro gli otto originariamente programmati.

Per il 2027 il piano parla di almeno nove lanci, forse dieci. La differenza tra le versioni Ariane 62 e Ariane 64 influisce sui numeri effettivi e sulla capacità di carico.

Booster e collo di bottiglia produttivo

La maggiore richiesta della versione a quattro booster (Ariane 64) ha aumentato la massa portata in orbita di oltre il 40% rispetto ai piani iniziali. Il rovescio della medaglia è la necessità di più booster, che oggi rappresentano il vero limite produttivo.

Secondo l’ESA, superati i 13-14 lanci annui sarebbe necessaria una seconda rampa a Kourou. La costruzione di una nuova infrastruttura non dovrebbe però concretizzarsi prima del 2031-2032.

Cadenza dei voli: analisi della domanda verso il 2030

Per evitare deficit di capacità di lancio, l’ESA sta raccogliendo dati da operatori e costruttori. Tra i soggetti coinvolti ci sono:

Il piano è presentare un’analisi della domanda e dell’offerta tra fine anno e inizio 2027. L’obiettivo è capire se e dove intervenire per incrementare la capacità di lancio europea.

Space Rider: test, incidente e inchiesta in corso

Space Rider, il velivolo riutilizzabile senza equipaggio, ha subito un incidente durante un test di discesa in Sardegna il 6 ottobre. Un modello a grandezza reale è stato sganciato da un elicottero a circa 3 km di quota.

Il paracadute principale si è aperto, ma durante l’apertura del parafoil la vela si è staccata. Il veicolo è precipitato al suolo. Tutti i frammenti sono stati recuperati e una commissione d’indagine è al lavoro per determinare le cause.

L’ESA ritiene che il programma di test non dovrebbe subire ritardi importanti, ma le decisioni definitive arriveranno alla conclusione dell’indagine.

Themis e i test di primo stadio riutilizzabile

Il dimostratore Themis ha completato con successo il secondo Wet Dress Rehearsal il 29 settembre presso la base di Esrange, a Kiruna. Questo passo prepara i test di hop del primo stadio.

Il primo hop è pianificato entro giugno 2027. La pausa invernale potrebbe posticipare le operazioni, ma una decisione ufficiale è attesa entro fine novembre.

MaiaSpace e la sfida dei contratti di lancio

Tra le società del settore, Isar Aerospace, RFA e PLD Space hanno già firmato gli accordi nell’ambito dell’European Launcher Challenge. MaiaSpace, invece, è ancora in trattativa.

La differenza principale è nella modalità di supporto richiesta da MaiaSpace: contratti di lancio invece di finanziamenti per lo sviluppo. Questo ha reso più complesse le negoziazioni, che però dovrebbero concludersi a breve.

IRIS²: fornitori sotto controllo e misure di mitigazione

IRIS², la costellazione europea per comunicazioni sicure, ha sollevato interrogativi su due fornitori principali: Aerospacelab e SES.

Per gestire i rischi l’ESA ha adottato misure concrete:

  • revisioni preliminari dei progetti;
  • verifiche delle catene di fornitura;
  • presenza stabile di personale ESA presso le sedi dei fornitori.

Aerospacelab ha già satelliti operativi in orbita. SES dispone di forti investimenti in R&D. Nonostante ciò, l’ESA manterrà un controllo attento sul progresso dei lavori.

Ruoli istituzionali e nomine nel quadro europeo

Nel corso del Consiglio si è discusso anche della relazione con l’Unione Europea. Bruxelles sta elaborando il bilancio 2028-2034, l’EU Space Act e il nuovo regolamento per l’EUSPA.

L’ESA chiede chiarezza nella divisione dei compiti, affinché le attività dell’UE restino basate sulle competenze sviluppate dall’Agenzia. L’obiettivo è preservare il peso strategico dell’ESA nella governance spaziale europea.

Infine il Consiglio ha approvato due nuove nomine dirigenziali, effettive dal 1° gennaio 2027: Andrzej Banasiak alle Commercializzazione e Partnership industriali, e Nicolaus Hanowski alle Operazioni spaziali.

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