Sono passati più di 7 anni dalla nascita dello sfortunato Google+, il social network del colosso di Silicon Valley. Anni che, con il passare del tempo, scemarono l’entusiasmo iniziale fino a farlo rimanere nell’ombra di altri network decisamente più popolari.

Ma non è questo il motivo che ha spinto Google a porre fine ai propri sforzi per migliorare il suo prodotto. Nonostante sia tutt’altro che popolare (il 90% degli utenti spendono meno di 5 secondi nel social network, dati della stessa Google), G+ vanta di una base utenti non indifferente, poiché quasi tutti oggigiorno hanno un account Google. A giustificare la base è l’applicazione, che è quasi sempre preinstallata nei dispositivi Android. Questo numero potrebbe far gola a qualsiasi hacker disposto a vendere le informazioni degli utenti al migliore offerente. È infatti la sicurezza che preoccupa Google.

Una contromisura estrema

Nel recente post di Google, Project Strobe, che punta alla scoperta e alla corretta risoluzione dei bug, ha dichiarato che quello scovato (si risale a marzo 2018) potrebbe generare una falla nelle informazioni personali degli utenti. Fortunatamente, nessuno è riuscito a sfruttare la vulnerabilità.

Alphabet, ovvero l’azienda a capo di Google, visto il pericolo scampato e il fatto che oramai quasi nessuno sta usando Google+, decise di prendere una contromisura finale, ovvero terminare il supporto di G+ entro Agosto 2019, abbastanza tempo per permettere agli utenti di esportare i propri dati. La strada è ora a senso unico, e probabilmente la decisione di Alphabet è irreversibile.

Decisione che in ogni caso quasi nessuno ha criticato, compreso il sottoscritto. Rimane comunque un peccato, perché nonostante gli sforzi dei programmatori e i vari tentativi per renderlo popolare (es. i commenti di YouTube), Google+ non è mai riuscito a lasciare un segno nel nostro cuore.

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